Per l’assegno conta il reddito effettivo, non solo quello dichiarato al fisco. Il giudice può disporre indagini su redditi, patrimoni e tenore di vita, anche tramite la polizia tributaria (art. 473-bis.2 c.p.c.). Se una parte indica elementi concreti e specifici di contrasto tra redditi dichiarati e stile di vita, il giudice deve valutarli e motivare l’eventuale rifiuto delle indagini (Cass. ord. n. 6533 del 19 marzo 2026).
In 30 secondi
Per il mantenimento conta il reddito reale. Il giudice può indagare con la polizia tributaria, ma servono elementi concreti. Raccoglierli presto è la mossa più utile.
Da ricordare
dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni
19 marzo 2026
Perché la dichiarazione dei redditi non basta?
Perché ha solo valore indiziario. Se l’altro coniuge vive al di sopra di quanto dichiara, il giudice può ricostruire il reddito reale. Nel Napoletano capita, per esempio, con attività commerciali o artigiane che incassano in contanti.
Quali documenti si devono depositare?
Con la riforma Cartabia, chi chiede o contesta un contributo economico deve allegare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, la documentazione su immobili, beni mobili registrati e quote societarie e gli estratti conto degli ultimi tre anni (art. 473-bis.12 c.p.c.). Le omissioni pesano nella valutazione del giudice.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaChe cosa può fare il giudice?
L’art. 473-bis.2 c.p.c. consente al giudice di ordinare l’integrazione dei documenti, di disporre ordini di esibizione e indagini su redditi, patrimoni ed effettivo tenore di vita, anche nei confronti di terzi, avvalendosi se necessario della polizia tributaria.
Le indagini sono automatiche?
No. Servono elementi concreti, precisi e specifici. Con l’ordinanza n. 6533 del 19 marzo 2026 la Cassazione ha affermato che, se la parte li fornisce, il giudice deve verificare se mettono in dubbio la completezza della documentazione avversaria. Il rifiuto delle indagini va motivato.
Quali elementi raccogliere?
- auto, moto o barche utilizzate abitualmente;
- viaggi, ristoranti, iscrizioni a circoli o palestre;
- spese per la casa, come affitti o lavori;
- fotografie e pubblicazioni sui social;
- attività svolte senza contratto, con testimoni.
Un caso
Una moglie separata, a Torre del Greco, chiede l’assegno per sé e il mantenimento dei figli. Il marito dichiara redditi molto bassi da lavoro dipendente part-time. La moglie produce fotografie di viaggi recenti, il libretto di un’auto di fascia alta e testimonianze sul fatto che il marito lavora anche nel fine settimana per un’attività di famiglia. Chiede al giudice di disporre indagini tramite la polizia tributaria. Il giudice valuta se gli elementi sono specifici e, se sì, le dispone.
Riferimenti normativi
- Art. 473-bis.2 c.p.c. (poteri istruttori del giudice)
- Art. 473-bis.12 c.p.c. (documenti da allegare)
- Artt. 156 e 337-ter c.c. (assegno di mantenimento e mantenimento dei figli)
- Cass. civ., ordinanza n. 6533 del 19 marzo 2026
Quando chiedere una consulenza
Gli elementi sul tenore di vita vanno raccolti prima del deposito del ricorso o della memoria. Le preclusioni del nuovo rito rendono difficile aggiungerli dopo. Lo studio riceve su appuntamento a Napoli, Roma e Bari e offre consulenza anche in videochiamata.
Domande frequenti
DPerché la dichiarazione dei redditi non basta?
RPerché ha solo valore indiziario. Se l'altro coniuge vive al di sopra di quanto dichiara, il giudice può ricostruire il reddito reale. Nel Napoletano capita, per esempio, con attività commerciali o artigiane che incassano in contanti.
DQuali documenti si devono depositare?
RCon la riforma Cartabia, chi chiede o contesta un contributo economico deve allegare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, la documentazione su immobili, beni mobili registrati e quote societarie e gli estratti conto degli ultimi tre anni (art. 473-bis.12 c.p.c.). Le omissioni pesano nella valutazione del giudice.
DChe cosa può fare il giudice?
RL'art. 473-bis.2 c.p.c. consente al giudice di ordinare l'integrazione dei documenti, di disporre ordini di esibizione e indagini su redditi, patrimoni ed effettivo tenore di vita, anche nei confronti di terzi, avvalendosi se necessario della polizia tributaria.
DLe indagini sono automatiche?
RNo. Servono elementi concreti, precisi e specifici. Con l'ordinanza n. 6533 del 19 marzo 2026 la Cassazione ha affermato che, se la parte li fornisce, il giudice deve verificare se mettono in dubbio la completezza della documentazione avversaria. Il rifiuto delle indagini va motivato.
Guide collegate
In sintesi
Per il mantenimento conta il reddito reale. Il giudice può indagare con la polizia tributaria, ma servono elementi concreti. Raccoglierli presto è la mossa più utile.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 10 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Documentare il tenore di vita dell’altro coniuge e chiedere al giudice di disporre indagini.
- Contestare le dichiarazioni dei redditi con elementi concreti, precisi e specifici.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Le indagini non sono automatiche: il giudice le dispone se gli elementi che porti mettono in dubbio la completezza dei documenti dell’altra parte. Per questo conviene raccogliere gli elementi prima e depositarli nei tempi giusti.
Cosa fare subito
- Elenca auto, viaggi, spese per la casa, iscrizioni a circoli e palestre.
- Conserva fotografie, pubblicazioni sui social e nomi di possibili testimoni.
- Raccogli dichiarazioni dei redditi ed estratti conto degli ultimi tre anni.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Raccogli gli elementi sul tenore di vita prima del deposito del ricorso o della memoria: le preclusioni del nuovo rito rendono difficile aggiungerli dopo.
- Privilegia fatti concreti e verificabili rispetto alle impressioni generiche.
- Non dimenticare i tuoi documenti: chi chiede o contesta un contributo deve allegare dichiarazioni dei redditi, beni ed estratti conto.
Lo studio lavora anche a distanza: consulenza con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico, primo incontro in italiano, sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.