Dipende da come i genitori hanno aiutato. Se hanno pagato il prezzo della casa per beneficiare il figlio, si ha una donazione indiretta dell’immobile e la casa è bene personale del figlio (art. 179, lett. b, c.c.; Cass. civ., sez. I, 10 ottobre 2014, n. 21494). Se invece hanno donato denaro, poi usato dalla coppia, l’oggetto della donazione è il denaro e la casa può cadere in comunione. Le prove documentali sono decisive.
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Se i genitori hanno pagato la casa per il figlio, l’immobile può essere bene personale. Se hanno donato denaro, la casa può essere in comunione. Decidono le prove del pagamento e dell’intento dei genitori.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Perché la questione emerge nella separazione?
Nella comunione legale i beni acquistati durante il matrimonio sono di entrambi (art. 177 c.c.). Alla separazione la comunione si scioglie e la casa va divisa a metà. Il coniuge i cui genitori hanno pagato la casa sostiene invece che è solo sua. In Campania, dove l’aiuto dei genitori nell’acquisto della prima casa è frequente, la lite è comune.
Cosa dice la legge?
Sono beni personali, tra gli altri, quelli acquisiti per donazione o successione (art. 179, lett. b, c.c.). Restano personali anche i beni acquistati con il prezzo ricavato da beni personali, se ciò è dichiarato nell’atto di acquisto (art. 179, lett. f, c.c.).
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaCosa ha chiarito la Cassazione?
Con la sentenza n. 21494 del 10 ottobre 2014 la prima sezione civile ha distinto due ipotesi. Se il genitore paga il prezzo per far acquistare al figlio proprio quel bene, oggetto della liberalità è l’immobile: si ha donazione indiretta e la casa resta personale. Se il genitore dona una somma che il figlio poi impiega, oggetto della liberalità è il denaro. Conta l’intento del donante, che va provato.
Basta una dichiarazione nel rogito?
Non sempre. La dichiarazione resa davanti al notaio è utile, ma il notaio attesta che è stata resa, non che sia vera. Servono riscontri: bonifici dal conto dei genitori al venditore, assegni, corrispondenza, tempi dei movimenti.
E se i genitori hanno pagato solo una parte?
La valutazione si complica. Bisogna verificare quale parte del prezzo è stata pagata dai genitori e con quale intento. Ogni caso va ricostruito sui documenti bancari.
Un caso
Una coppia sposata in comunione legale compra un appartamento a Caserta. Il prezzo viene pagato in gran parte con un bonifico del padre della moglie direttamente al venditore, nello stesso giorno del rogito. Anni dopo i coniugi si separano. Il marito chiede la divisione a metà. La moglie produce la contabile del bonifico e gli scambi di messaggi da cui risulta che il padre voleva comprarle la casa. Su questi elementi il giudice valuta se si tratta di donazione indiretta dell’immobile.
Riferimenti normativi
- Artt. 177 e 179 c.c. (comunione legale e beni personali)
- Art. 809 c.c. (liberalità diverse dalla donazione)
- Cass. civ., sez. I, sentenza 10 ottobre 2014, n. 21494
Quando chiedere una consulenza
Le prove bancarie vanno recuperate presto: con il tempo le banche possono non avere più i documenti. Al momento della separazione conviene ricostruire i pagamenti prima di firmare accordi sulla casa. Lo studio riceve su appuntamento a Napoli, Roma e Bari e offre consulenza anche in videochiamata.
Domande frequenti
DPerché la questione emerge nella separazione?
RNella comunione legale i beni acquistati durante il matrimonio sono di entrambi (art. 177 c.c.). Alla separazione la comunione si scioglie e la casa va divisa a metà. Il coniuge i cui genitori hanno pagato la casa sostiene invece che è solo sua.
DCosa dice la legge?
RSono beni personali, tra gli altri, quelli acquisiti per donazione o successione (art. 179, lett. b, c.c.). Restano personali anche i beni acquistati con il prezzo ricavato da beni personali, se ciò è dichiarato nell'atto di acquisto (art. 179, lett. f, c.c.).
DCosa ha chiarito la Cassazione?
RCon la sentenza n. 21494 del 10 ottobre 2014 la prima sezione civile ha distinto due ipotesi. Se il genitore paga il prezzo per far acquistare al figlio proprio quel bene, oggetto della liberalità è l'immobile: si ha donazione indiretta e la casa resta personale.
DBasta una dichiarazione nel rogito?
RNon sempre. La dichiarazione resa davanti al notaio è utile, ma il notaio attesta che è stata resa, non che sia vera. Servono riscontri: bonifici dal conto dei genitori al venditore, assegni, corrispondenza, tempi dei movimenti.
Guide collegate
In sintesi
Se i genitori hanno pagato la casa per il figlio, l’immobile può essere bene personale. Se hanno donato denaro, la casa può essere in comunione. Decidono le prove del pagamento e dell’intento dei genitori.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 10 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Dimostrare che i genitori hanno pagato il prezzo per beneficiare te: la casa resta bene personale.
- Accettare che i genitori abbiano donato denaro: la casa può cadere in comunione.
- Ricostruire quale parte del prezzo è stata pagata dai genitori, se hanno pagato solo una parte.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Decidono i documenti: i bonifici dal conto dei genitori al venditore, l’intento dei genitori e i tempi dei movimenti. La dichiarazione nel rogito aiuta, ma da sola non basta sempre.
Cosa fare subito
- Recupera le prove bancarie presto: con il tempo le banche possono non avere più i documenti.
- Raccogli rogito, contabili, assegni e messaggi con i genitori.
- Prima di firmare accordi sulla casa, ricostruisci i pagamenti.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Distingui se i genitori hanno pagato la casa o hanno donato una somma di denaro: l’oggetto della liberalità cambia l’effetto sulla comunione.
- Ricorda che il notaio attesta che la dichiarazione è stata resa, non che sia vera: servono riscontri.
- Metti in ordine di data i movimenti bancari prima di parlare di divisione.
Lo studio lavora anche a distanza: consulenza con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico, primo incontro in italiano, sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.