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- Non esiste una sola azione: la strada dipende da chi agisce (un figlio escluso, il donante, un creditore) e dal motivo (lesione della legittima, vizio dell’atto, ingratitudine).
- Legittimari lesi: azione di riduzione, solo dopo la morte del donante; di regola dieci anni dall’apertura della successione.
- Donazione nulla (per esempio senza atto pubblico, art. 782 c.c.), annullabile (incapacità del donante, art. 775 c.c.: cinque anni dal giorno della donazione; errore, violenza, dolo), revocabile (ingratitudine, sopravvenienza di figli) o inefficace verso i creditori (azione revocatoria): ogni azione ha termini diversi, anche brevi.
Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le norme e i termini vanno sempre verificati sul caso concreto.
Una donazione, anche se fatta con atto pubblico e registrata, può essere contestata in alcuni casi. Quale strada si usa dipende da chi agisce e dal motivo. Qui trovi le ipotesi più frequenti, i termini da controllare e le guide di approfondimento per ciascun caso.
1. Donazione che lede la legittima
È il caso più frequente. Coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti sono legittimari: la legge riserva loro una quota del patrimonio. Se il defunto ha donato in vita così tanto da ridurre quella quota, il legittimario può agire con l’azione di riduzione (art. 553 e seguenti c.c.), dopo l’apertura della successione. Non si impugna la donazione “da vivi”: ci si muove quando il donante è morto. Il calcolo parte dalla riunione fittizia di quanto lasciato e donato: vedi come si calcola la quota disponibile e la guida sull’azione di riduzione. Nei calcoli possono entrare anche le spese per studi e nozze pagate dai genitori e collazione.
Il termine ordinario è di dieci anni dall’apertura della successione. Se la donazione riguarda un immobile poi venduto, la disciplina dei terzi acquirenti è stata modificata dalla legge 182/2025 (artt. 561-563 c.c.): la data di apertura della successione e i documenti ipotecari decidono quali regole si applicano, quindi il punto va verificato caso per caso. Approfondimenti: immobili ricevuti in donazione e riforma del 2025 e come scoprire le donazioni di immobili. Se chiedi la riduzione contro chi non è coerede, conta anche l’accettazione con beneficio d’inventario: vedi l’art. 564 c.c.. Se la donazione è fatta da un nonno a un nipote, vedi il nonno che dona al nipote.
2. Donazione nulla per difetto di forma
La donazione deve essere fatta per atto pubblico davanti al notaio, con le formalità previste dalla legge (art. 782 c.c.), a pena di nullità. Una scrittura privata che “regala” una casa non è sufficiente. Fanno eccezione le donazioni di modico valore di beni mobili consegnati (art. 783 c.c.). La nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse. Se la “vendita” nasconde in realtà una donazione, vedi la casa venduta senza che il prezzo sia mai stato pagato.
3. Donazione annullabile
Incapacità del donante. La donazione fatta da chi era incapace di intendere o di volere al momento dell’atto può essere annullata, anche se il donante non era interdetto; a differenza di altri contratti, per la donazione la legge non richiede la malafede del donatario (art. 775 c.c.). L’azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui la donazione è stata fatta: non dalla morte del donante, quindi il termine può essere già scaduto quando si apre la successione. La prova è spesso la parte più difficile: cartelle cliniche del periodo, testimonianze e, di solito, una consulenza medico-legale. Approfondimento: il genitore ha donato la casa quando non era più lucido; se si sospetta un raggiro, vedi le truffe agli anziani.
Errore, violenza, dolo. Se il consenso era viziato, l’annullamento si chiede entro cinque anni, con decorrenza che dipende dal vizio (art. 1442 c.c.: dalla scoperta dell’errore o del dolo, dalla cessazione della violenza). Sul ragionamento in tema di incapacità vedi anche la guida sull’impugnazione del testamento, dove le regole sono però diverse.
4. Revoca da parte del donante
Il donante può chiedere la revoca per ingratitudine (art. 801 c.c., per esempio ingiuria grave verso di lui), con domanda da proporre entro un anno dal fatto o da quando ne ha avuto conoscenza (art. 802 c.c.), oppure per sopravvenienza di figli (art. 803 c.c.), con un termine di cinque anni la cui decorrenza va verificata. Vedi la guida sulla revocazione della donazione. Se la donazione era legata a un’assistenza promessa e non rispettata, è un caso diverso, che dipende da come è scritto l’obbligo nell’atto: vedi la donazione con obbligo di assistenza.
5. Azione dei creditori del donante
Chi è creditore del donante può chiedere di dichiarare l’atto inefficace nei suoi confronti con l’azione revocatoria (art. 2901 c.c.), se la donazione ha pregiudicato la garanzia del credito. Il termine è di cinque anni dalla data dell’atto (art. 2903 c.c.). Vedi la guida sull’azione revocatoria ordinaria, quella sul pignoramento dei beni donati senza revocatoria e quella su intestazioni ai familiari e frode ai creditori.
Caso frequente
Esempio descritto in termini generali: nomi, luoghi e importi non si riferiscono a persone o casi reali.
Dopo la morte della madre, due fratelli scoprono che anni prima aveva donato la casa di famiglia a un terzo fratello. Il patrimonio rimasto è minimo. Prima di litigare, controllano gli atti notarili e i registri immobiliari e valutano se la donazione abbia ridotto la quota di legittima. Solo dopo scelgono se proporre mediazione e, se serve, l’azione di riduzione.
Cosa fare per primo
- Procurarsi l’atto di donazione e le visure ipotecarie degli immobili.
- Capire chi è il soggetto che può agire (legittimario, donante, creditore) e quale azione si addice.
- Segnare le date: apertura della successione, data della donazione, data di trascrizione.
- Non agire d’impulso: prima della causa è spesso prevista la mediazione, e per la riduzione ci sono regole sull’accettazione dell’eredità. Vedi la mediazione obbligatoria.
Guide collegate
- Donazioni a Napoli: rischi, legittima e come proteggersi
- Il genitore ha donato la casa quando non era più lucido: si può annullare?
- Il nonno dona la casa al nipote: gli altri figli possono contestare?
- Ti dono la casa se mi assisti: cosa succede se poi non lo fa?
- Revocazione della donazione per ingratitudine o per sopravvenienza di figli
- Truffe agli anziani: quando una donazione o una vendita si può annullare
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Accordo tra familiari o mediazione.
- Azione di riduzione, se la quota di legittima è lesa.
- Azione di nullità, annullamento o revoca, se c’è un vizio dell’atto o un fatto che giustifica la revoca.
- Azione revocatoria, se a muoversi è un creditore del donante.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Di solito conviene prima ricostruire i fatti e la quota di legittima, poi proporre un accordo o la mediazione, che è spesso un passaggio obbligatorio. La causa ha tempi lunghi e i termini non si possono recuperare, quindi la scelta dell’azione giusta conta più della fretta.
Cosa fare subito
- Raccogli l’atto di donazione, le visure ipotecarie e i documenti sulla famiglia.
- Annota le date che fanno decorrere i termini.
- Fai valutare i documenti prima di muoverti.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Porta l’atto di donazione e, se li hai, atto di morte e stato di famiglia.
- Conserva cartelle cliniche e messaggi del periodo della donazione, se dubiti della lucidità del donante.
- Segna le date di donazione, trascrizione e apertura della successione.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico e primo incontro in italiano. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.
Domande frequenti
I nipoti possono impugnare una donazione?
Solo se hanno una posizione tutelata, per esempio come discendenti che subentrano al genitore premorto nella quota di legittima. I nipoti in quanto tali non hanno automaticamente questo diritto.
Si può impugnare una donazione mentre il donante è ancora in vita?
L’azione di riduzione no: si fa dopo la morte. Altre azioni, come nullità, annullamento o revoca, possono essere valutate anche prima, a seconda di chi agisce.
Entro quanto tempo si può annullare una donazione fatta da una persona non lucida?
L’annullamento per incapacità del donante si prescrive in cinque anni dal giorno della donazione (art. 775 c.c.). Scaduto il termine, alla morte del donante può restare l’azione di riduzione, se la legittima è lesa.
Cosa succede se l’immobile donato è stato venduto?
Si applicano regole speciali sul terzo acquirente, modificate dalla legge 182/2025: la verifica delle date, della trascrizione e dell’apertura della successione è decisiva. Vedi anche acquisto di immobile di provenienza donativa.
Fonti: Normattiva, Codice civile (artt. 553 ss., 775, 782, 783, 793, 801-803, 1442, 2901, 2903) e legge 2 dicembre 2025, n. 182. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.