L’amministrazione di sostegno serve a proteggere chi, per una malattia o una menomazione fisica o psichica, non riesce a curare i propri interessi, anche in parte o per un periodo (art. 404 c.c.). Si chiede con un ricorso al giudice tutelare del luogo in cui la persona vive. Il giudice decide entro 60 giorni e stabilisce con precisione quali atti può compiere l’amministratore (art. 405 c.c.).
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L’amministrazione di sostegno è una misura su misura per chi non riesce a gestire da solo i propri interessi. Si chiede con ricorso al giudice tutelare, che decide entro 60 giorni. L’amministratore ha solo i poteri scritti nel decreto e il beneficiario conserva la sua capacità per tutto il resto.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Quando serve l'amministrazione di sostegno?
Serve quando la persona ha bisogno di aiuto per gestire il patrimonio, i rapporti con banche ed enti o le scelte sulla salute. Esempi frequenti:
- un anziano con decadimento cognitivo;
- una persona con disabilità;
- chi ha una dipendenza che mette a rischio il patrimonio;
- chi è ricoverato a lungo.
Non serve quando la persona è in grado di provvedere da sola, anche con l’aiuto dei familiari. La misura non è uno strumento per risolvere liti familiari o ereditarie.
Chi può presentare il ricorso?
Possono presentarlo (art. 406 c.c.):
- lo stesso beneficiario;
- il coniuge, la persona stabilmente convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo;
- il pubblico ministero;
- i responsabili dei servizi sanitari e sociali, che devono attivarsi quando ne vengono a conoscenza.
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Richiedi una consulenzaCome si svolge il procedimento?
Dal 28 febbraio 2023 la riforma Cartabia ha inserito il procedimento nel rito unico per le persone e la famiglia (art. 473-bis.58 c.p.c.). Contro il decreto del giudice tutelare si può proporre reclamo al tribunale.
Chi fa l'amministratore?
Il giudice sceglie guardando solo all’interesse del beneficiario (art. 408 c.c.). Preferisce il coniuge, il convivente, i genitori, i figli o i fratelli. La persona può anche designare in anticipo il proprio amministratore con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Quali poteri ha l'amministratore?
- Compie solo gli atti indicati nel decreto, da solo o insieme al beneficiario.
- Per gli atti più importanti, come vendere un immobile, serve l’autorizzazione del giudice (art. 411 c.c.).
- Deve tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario e informarlo (art. 410 c.c.).
- Rende periodicamente il conto al giudice.
Il beneficiario conserva la capacità per tutti gli atti non indicati nel decreto e per quelli della vita quotidiana (art. 409 c.c.).
E se la persona non vuole?
La volontà del beneficiario conta. La Cassazione (ord. n. 24251/2024) ha ribadito che la misura deve essere proporzionata ai bisogni reali. Se la persona è lucida e si oppone, il giudice deve valutarlo con attenzione e limitare la sua autonomia solo quanto necessario.
Cosa cambierà con la riforma?
La legge 10 novembre 2025, n. 167 (art. 17), in vigore dal 29 novembre 2025, delega il Governo a superare interdizione e inabilitazione e a rivedere l’amministrazione di sostegno. Il termine per i decreti è di 24 mesi. Fino ai decreti attuativi restano in vigore le regole attuali.
Domande frequenti
DQuando serve l'amministrazione di sostegno?
RServe quando la persona ha bisogno di aiuto per gestire il patrimonio, i rapporti con banche ed enti o le scelte sulla salute. Esempi frequenti: un anziano con decadimento cognitivo; una persona con disabilità; chi ha una dipendenza che mette a rischio il patrimonio.
DChi può presentare il ricorso?
RPossono presentarlo (art. 406 c.c.): lo stesso beneficiario; il coniuge, la persona stabilmente convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo; il pubblico ministero.
DCome si svolge il procedimento?
RRicorso al giudice tutelare, con la documentazione medica. Audizione: il giudice deve sentire personalmente la persona interessata, anche a casa o in struttura (art. 407 c.c.). Decreto entro 60 giorni, con la durata dell'incarico e l'elenco degli atti consentiti.
DChi fa l'amministratore?
RIl giudice sceglie guardando solo all'interesse del beneficiario (art. 408 c.c.). Preferisce il coniuge, il convivente, i genitori, i figli o i fratelli. La persona può anche designare in anticipo il proprio amministratore con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Guide collegate
In sintesi
L’amministrazione di sostegno è una misura su misura per chi non riesce a gestire da solo i propri interessi. Si chiede con ricorso al giudice tutelare, che decide entro 60 giorni. L’amministratore ha solo i poteri scritti nel decreto e il beneficiario conserva la sua capacità per tutto il resto.
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Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 17 novembre 2026. Non costituisce parere legale.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Ricorso al giudice tutelare per l’amministrazione di sostegno.
- Designazione anticipata del proprio amministratore, con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
- Nessuna misura, se la persona riesce a provvedere da sola, anche con l’aiuto dei familiari.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Il criterio è il bisogno reale della persona: la misura deve essere proporzionata e limitare l’autonomia solo quanto necessario. Se la persona è lucida, conta la sua volontà. Se invece non riesce a gestire patrimonio, banche o scelte sulla salute, il ricorso al giudice tutelare è la via prevista.
Cosa fare subito
- Raccogli la documentazione medica da allegare al ricorso.
- Verifica chi può presentare il ricorso tra i soggetti indicati nell’articolo.
- Parla con la persona interessata, che dovrà essere sentita dal giudice.
- Valuta quali atti dovrà poter compiere l’amministratore.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Il decreto elenca gli atti consentiti: pensa prima a quali servono davvero, per esempio i rapporti con la banca.
- Per gli atti più importanti, come vendere un immobile, serve l’autorizzazione del giudice: non considerarla un dettaglio.
- Tieni in ordine certificati e documenti medici: sono la base del ricorso.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online. Il preventivo è scritto e arriva prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano, con sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.