Se una persona muore senza testamento e senza coniuge né parenti entro il sesto grado, l’eredità va allo Stato (art. 586 c.c.). Lo Stato acquista di diritto, senza accettazione, e non può rinunciare. Risponde dei debiti del defunto e dei legati solo entro il valore dei beni ricevuti.
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L’eredità va allo Stato solo quando mancano coniuge e parenti entro il sesto grado, o quando tutti i chiamati hanno rinunciato o non hanno accettato in tempo. Lo Stato risponde dei debiti entro il valore dei beni. Per usucapire questi immobili dopo il 2007 serve di regola la comunicazione all’Agenzia del Demanio.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Chi eredita prima dello Stato?
Lo Stato è l’ultimo della fila. Prima vengono, secondo le regole della successione legittima:
- il coniuge o l’unito civilmente;
- i figli e i loro discendenti;
- i genitori e gli altri ascendenti;
- i fratelli e le sorelle e i loro discendenti;
- gli altri parenti fino al sesto grado (art. 572 c.c.).
Oltre il sesto grado la successione non ha luogo.
Cosa succede se tutti i parenti rinunciano?
L’eredità passa allo Stato anche quando i chiamati rinunciano o lasciano prescrivere il diritto di accettare, che dura dieci anni dall’apertura della successione. In questo caso non resta nessun successibile. Una sentenza del Tribunale di Livorno del 17 ottobre 2024 (n. 1045) ha affermato questo principio in una causa promossa da un creditore.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaLo Stato paga i debiti del defunto?
Sì, ma solo fino al valore dei beni ereditati (art. 586, comma 2, c.c.). I creditori, per esempio una banca con ipoteca o un condominio, possono far accertare in giudizio che l’eredità è passata allo Stato e agire sui beni. Nelle cause lo Stato è rappresentato dall’Avvocatura dello Stato e i beni sono gestiti dall’Agenzia del Demanio.
Chi usa da anni un immobile del defunto può usucapirlo?
Si può usucapire con il possesso pacifico, pubblico e ininterrotto per vent’anni (art. 1158 c.c.). Per questi immobili c’è però una regola speciale:
- dal 1° gennaio 2007 il possesso di immobili vacanti o provenienti da eredità giacenti è considerato clandestino, e quindi inutile per l’usucapione, finché il possessore non lo comunica all’Agenzia del Demanio (art. 1, comma 260, l. 296/2006);
- se i vent’anni erano già compiuti prima del 2007, la regola non si applica (Cass. 26 gennaio 2010, n. 1549);
- se nel 2007 il possesso era ancora in corso, la Cassazione nel 2024 ha ritenuto necessaria la comunicazione al Demanio.
Cosa deve fare chi ha un interesse su questi beni?
Domande frequenti
DChi eredita prima dello Stato?
RLo Stato è l'ultimo della fila. Prima vengono, secondo le regole della successione legittima: il coniuge o l'unito civilmente; i figli e i loro discendenti; i genitori e gli altri ascendenti.
DCosa succede se tutti i parenti rinunciano?
RL'eredità passa allo Stato anche quando i chiamati rinunciano o lasciano prescrivere il diritto di accettare, che dura dieci anni dall'apertura della successione. In questo caso non resta nessun successibile.
DLo Stato paga i debiti del defunto?
RSì, ma solo fino al valore dei beni ereditati (art. 586, comma 2, c.c.). I creditori, per esempio una banca con ipoteca o un condominio, possono far accertare in giudizio che l'eredità è passata allo Stato e agire sui beni. Nelle cause lo Stato è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato e i beni sono gestiti dall'Agenzia del Demanio.
DChi usa da anni un immobile del defunto può usucapirlo?
RSi può usucapire con il possesso pacifico, pubblico e ininterrotto per vent'anni (art. 1158 c.c.). Per questi immobili c'è però una regola speciale: dal 1° gennaio 2007 il possesso di immobili vacanti o provenienti da eredità giacenti è considerato clandestino, e quindi inutile per l'usucapione, finché il possessore non lo comunica all'Agenzia del Demanio (art. 1, comma 260, l. 296/2006); se i vent'anni erano già compiuti prima del 2007, la regola non si applica (Cass. 26 gennaio 2010, n. 1549); se nel 2007 il possesso era ancora in corso, la Cassazione nel 2024 ha ritenuto necessaria la comunicazione al Demanio.
Guide collegate
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In sintesi
L’eredità va allo Stato solo quando mancano coniuge e parenti entro il sesto grado, o quando tutti i chiamati hanno rinunciato o non hanno accettato in tempo. Lo Stato risponde dei debiti entro il valore dei beni. Per usucapire questi immobili dopo il 2007 serve di regola la comunicazione all’Agenzia del Demanio.
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Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 29 gennaio 2027. Non costituisce parere legale.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Verificare con ricerche anagrafiche e registro delle successioni se esistono parenti o chiamati che hanno accettato.
- Se sei creditore, far accertare in giudizio che l’eredità è passata allo Stato e agire sui beni.
- Se usi da anni un immobile del defunto, valutare la comunicazione all’Agenzia del Demanio.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Prima conviene accertare i fatti: lo Stato eredita solo se mancano coniuge e parenti entro il sesto grado, o se tutti i chiamati hanno rinunciato o non hanno accettato in tempo. Poi la scelta dipende dal tuo ruolo: creditore o possessore dell’immobile. Per chi possiede, conta anche il momento in cui il possesso è iniziato rispetto al 2007.
Cosa fare subito
- Controlla rinunce e accettazioni nel registro delle successioni.
- Ottieni una relazione notarile sui beni e sulle ipoteche.
- Valuta se inviare la comunicazione all’Agenzia del Demanio.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Raccogli le prove della data di inizio del possesso, perché incide sulla regola speciale del 2007.
- Se sei creditore, conserva i titoli del credito e le visure su ipoteche e beni.
- Ricorda che lo Stato risponde dei debiti solo entro il valore dei beni ricevuti.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online, e ti consegna un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro si svolge in italiano; ricevo su appuntamento a Napoli, Roma e Bari.