Se il conto corrente o il libretto del defunto è rimasto senza movimenti per dieci anni, la banca o Poste Italiane possono averlo estinto e aver versato le somme al Fondo rapporti dormienti presso il Ministero dell’Economia. Gli eredi possono chiedere il rimborso a Consap, che gestisce le domande. La richiesta va presentata entro dieci anni dal trasferimento delle somme al Fondo.
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I conti del defunto rimasti inattivi per dieci anni possono essere stati versati al Fondo rapporti dormienti. Gli eredi possono chiedere il rimborso a Consap, anche online, entro dieci anni dal trasferimento. I buoni postali già prescritti non sono rimborsabili.
Da ricordare
senza movimenti per dieci anni
dieci anni dal trasferimento
dieci anni
180 giorni
Quando un rapporto diventa "dormiente"?
Secondo il d.P.R. 116/2007, un rapporto è dormiente quando per dieci anni non ci sono state operazioni disposte dal titolare o da persone da lui delegate. Gli accrediti automatici della banca, come gli interessi, non interrompono il periodo. La disciplina riguarda depositi, conti correnti, libretti di risparmio, titoli e altri strumenti finanziari.
La banca deve avvisare prima di estinguere il rapporto?
Sì. L’intermediario deve inviare al titolare, con raccomandata all’ultimo indirizzo conosciuto, l’invito a dare disposizioni entro 180 giorni (art. 3 del d.P.R. 116/2007). Se nel termine nessuno opera sul rapporto, il rapporto si estingue e le somme sono versate al Fondo. Quando il titolare è morto, spesso l’avviso non arriva a nessuno.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaCome verificano gli eredi se c'è un rapporto dormiente?
Consap mette a disposizione un servizio di ricerca online dei rapporti dormienti. Si inseriscono i dati del defunto. Il risultato indica l’intermediario e la data di trasferimento al Fondo.
Come si chiede il rimborso?
La domanda si presenta a Consap tramite il suo portale telematico, oppure per posta, senza bisogno di intermediari. Gli eredi devono dimostrare la loro qualità, di regola con:
- certificato di morte;
- dichiarazione sostitutiva di atto notorio o copia del testamento;
- documento che provi l’esistenza del rapporto, ad esempio il libretto o un estratto conto.
Esistono somme che non si recuperano?
Sì. Secondo la disciplina del Fondo, non sono rimborsabili le somme dei buoni fruttiferi postali non riscossi entro il termine di prescrizione, versate al Fondo per legge. Il diritto sui buoni si era infatti già prescritto prima del versamento.
Entro quando bisogna agire?
Il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni dalla data in cui le somme sono state trasferite al Fondo. Il Ministero dell’Economia ha comunicato che dal novembre 2018 sono iniziati a scadere i termini per i primi rapporti versati nel 2008. Chi trova un rapporto dormiente deve quindi agire senza attendere.
E se il conto era cointestato?
Se il rapporto era cointestato, anche il cointestatario ancora in vita può chiedere il rimborso della propria quota a Consap. Gli eredi del cointestatario defunto chiedono la parte che spettava a lui. In caso di dubbi sulle quote, si presume che i cointestatari abbiano parti uguali, salvo prova contraria.
Domande frequenti
DQuando un rapporto diventa "dormiente"?
RSecondo il d.P.R. 116/2007, un rapporto è dormiente quando per dieci anni non ci sono state operazioni disposte dal titolare o da persone da lui delegate. Gli accrediti automatici della banca, come gli interessi, non interrompono il periodo.
DLa banca deve avvisare prima di estinguere il rapporto?
RSì. L'intermediario deve inviare al titolare, con raccomandata all'ultimo indirizzo conosciuto, l'invito a dare disposizioni entro 180 giorni (art. 3 del d.P.R. 116/2007). Se nel termine nessuno opera sul rapporto, il rapporto si estingue e le somme sono versate al Fondo. Quando il titolare è morto, spesso l'avviso non arriva a nessuno.
DCome verificano gli eredi se c'è un rapporto dormiente?
RConsap mette a disposizione un servizio di ricerca online dei rapporti dormienti. Si inseriscono i dati del defunto. Il risultato indica l'intermediario e la data di trasferimento al Fondo.
DCome si chiede il rimborso?
RLa domanda si presenta a Consap tramite il suo portale telematico, oppure per posta, senza bisogno di intermediari. Gli eredi devono dimostrare la loro qualità, di regola con: certificato di morte; dichiarazione sostitutiva di atto notorio o copia del testamento; documento che provi l'esistenza del rapporto, ad esempio il libretto o un estratto conto.
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In sintesi
I conti del defunto rimasti inattivi per dieci anni possono essere stati versati al Fondo rapporti dormienti. Gli eredi possono chiedere il rimborso a Consap, anche online, entro dieci anni dal trasferimento. I buoni postali già prescritti non sono rimborsabili.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 16 marzo 2027. Non costituisce parere legale.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Cercare il rapporto dormiente con il servizio di ricerca online di Consap, inserendo i dati del defunto.
- Presentare a Consap la domanda di rimborso, tramite il portale telematico o per posta.
- Se il conto era cointestato, far valere la quota del cointestatario o dei suoi eredi.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene partire dalla ricerca online, perché indica l’intermediario e la data di trasferimento al Fondo. Quella data conta: il rimborso si chiede entro dieci anni dal trasferimento. Se la ricerca dà esito positivo, la domanda a Consap si presenta direttamente, senza intermediari.
Cosa fare subito
- Fai la ricerca con i dati del defunto e annota la data di trasferimento.
- Raccogli certificato di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio o testamento, e un documento che provi il rapporto, come libretto o estratto conto.
- Presenta la domanda senza attendere.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Prima di cercare, controlla tra le carte del defunto vecchi libretti, estratti conto e comunicazioni di banche o Poste.
- Conserva la ricevuta di ogni domanda presentata a Consap e annota le date.
- Verifica se i buoni postali trovati sono già prescritti: in quel caso le somme non sono rimborsabili.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online, e ti consegna un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro si svolge in italiano; ricevo su appuntamento a Napoli, Roma e Bari.