- Chi convive senza essere sposato non ha un diritto automatico a restare nella casa dell’altro né a un assegno.
- Può avere diritto ad alimenti, per un periodo, se è in stato di bisogno (legge 76/2016, art. 1 comma 65).
- Un contratto di convivenza scritto evita la maggior parte dei contrasti.
Pubblicato il 12 ottobre 2026.
La casa
Se la casa è di proprietà di uno solo, l’altro, alla fine della convivenza, di regola deve lasciarla, salvo accordi. Se la casa è cointestata, le due quote restano e si possono dividere o vendere. Il convivente di fatto ha diritti di abitazione solo in caso di morte del proprietario, per periodi limitati.
Soldi e lavori fatti
I soldi spesi per il ménage quotidiano non si recuperano. Le somme versate per migliorare la casa dell’altro possono, a certe condizioni, essere richieste indietro, soprattutto se sono state una prestazione eccezionale. Per questo sono importanti bonifici e fatture.
Alimenti e contratto di convivenza
La legge prevede che, in caso di fine della convivenza di fatto, chi è in stato di bisogno e non riesce a mantenersi può chiedere gli alimenti per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. Con il contratto di convivenza, in forma scritta e con atto pubblico o scrittura autenticata da un notaio o da un avvocato, si possono regolare in anticipo i rapporti patrimoniali.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Due persone convivono da dodici anni nella casa di lui. Lei ha pagato la ristrutturazione con i suoi risparmi, senza nessun accordo scritto. Alla fine della convivenza lui le chiede di andar via. Lei può cercare di dimostrare con bonifici e fatture le somme spese e valutare se esiste un diritto al rimborso.
La soluzione migliore per te
- Se convivi: di solito conviene un contratto di convivenza scritto, con chi paga cosa e che fine fa la casa.
- Se la convivenza è finita: conserva i bonifici e le fatture e chiedi per iscritto l’accordo prima di lasciare la casa.
- Se hai fatto spese importanti sulla casa dell’altro: valuta subito se chiedere il rimborso o gli alimenti, perché le prove si perdono col tempo.
Cosa fare subito: Raccogli bonifici, fatture e contratti legati alla casa e alle spese comuni. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Valuta se hai diritto a rimborsi o alimenti.
- Prepara un contratto di convivenza o un accordo di fine convivenza.
- Ti assiste in una trattativa o in causa.
Domande frequenti
Il convivente ha diritto a restare nella casa?
In vita del proprietario, di regola no. In caso di morte, la legge prevede un diritto di abitazione per un periodo.
Ci sono assegni di mantenimento?
Non in automatico. Esistono gli alimenti se si è in stato di bisogno.
Il contratto di convivenza è obbligatorio?
No, ma è molto utile.
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Fonti: Normattiva, Corte di Cassazione. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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