È indegno a succedere chi ha commesso contro il defunto o i suoi familiari uno dei fatti gravi elencati dall’art. 463 c.c., come l’omicidio volontario o la falsificazione del testamento. L’indegno perde l’eredità, compresa la legittima. L’indegnità non opera da sola: va dichiarata dal giudice, civile o penale.
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L’indegnità colpisce chi ha commesso fatti gravi contro il defunto o i suoi familiari e toglie anche la legittima. Dal 2018 il giudice penale la dichiara con la condanna, e l’indagato per omicidio del coniuge è sospeso dall’eredità. Negli altri casi serve una causa civile.
Da ricordare
Prima del 2018
10 anni
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Chi è indegno a succedere?
L’elenco dell’art. 463 c.c. è tassativo. È indegno chi:
Cosa ha cambiato la legge 4/2018?
La legge 11 gennaio 2018, n. 4, sugli orfani di crimini domestici, in vigore dal 16 febbraio 2018, ha introdotto due strumenti:
- sospensione dalla successione (art. 463-bis c.c.): il coniuge, anche separato, o l’unito civile indagato per omicidio volontario o tentato dell’altro è sospeso dalla successione fino all’archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento; nel frattempo l’eredità è affidata a un curatore; la regola vale anche per chi è indagato per l’omicidio di un genitore, di un fratello o di una sorella;
- dichiarazione del giudice penale (art. 537-bis c.p.p.): con la sentenza di condanna per uno dei fatti dell’art. 463 c.c., il giudice penale dichiara direttamente l’indegnità.
Prima del 2018 l’indegnità andava sempre chiesta con una causa civile e nel frattempo l’indagato poteva entrare in possesso dei beni.
Non risultano modifiche agli artt. 463 e 463-bis c.c. negli anni 2023-2026. La legge 181/2025 sul femminicidio non ha toccato queste norme.
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Richiedi una consulenzaCome si fa valere l'indegnità?
Se manca una condanna penale che la dichiari, serve una causa civile. La sentenza che dichiara l’indegnità ha natura costitutiva e l’indegnità non può essere rilevata d’ufficio dal giudice (Cass. n. 5411/2019). Può agire chi ne ha interesse, per esempio gli altri eredi. L’azione si prescrive, secondo l’opinione prevalente, in 10 anni.
Nel caso del testamento falso bisogna provare che l’erede sapeva della falsità: non basta che il testamento sia stato poi dichiarato falso.
Cosa succede dopo la dichiarazione?
- L’indegno deve restituire i beni e i frutti percepiti dall’apertura della successione (art. 464 c.c.).
- I figli dell’indegno possono succedere al suo posto per rappresentazione (art. 467 c.c.), ma l’indegno non ha l’usufrutto né l’amministrazione dei beni loro devoluti (art. 465 c.c.).
L'indegno può essere perdonato?
Sì. Il defunto può riabilitarlo con atto pubblico o testamento (art. 466 c.c.). Se si limita a lasciargli qualcosa nel testamento sapendo del fatto, l’indegno succede solo in quei limiti.
Domande frequenti
DChi è indegno a succedere?
RL'elenco dell'art. 463 c.c. è tassativo. È indegno chi: ha ucciso o tentato di uccidere il defunto, il coniuge, un discendente o un ascendente del defunto, salvo cause di non punibilità; ha commesso contro di loro un fatto a cui la legge applica le norme sull'omicidio; li ha denunciati o ha testimoniato il falso contro di loro per un reato punito con l'ergastolo o con la reclusione non inferiore nel minimo a tre anni, se la denuncia o la testimonianza è dichiarata calunniosa o falsa.
DCosa ha cambiato la legge 4/2018?
RLa legge 11 gennaio 2018, n. 4, sugli orfani di crimini domestici, in vigore dal 16 febbraio 2018, ha introdotto due strumenti: sospensione dalla successione (art. 463-bis c.c.): il coniuge, anche separato, o l'unito civile indagato per omicidio volontario o tentato dell'altro è sospeso dalla successione fino all'archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento; nel frattempo l'eredità è affidata a un curatore; la regola vale anche per chi è indagato per l'omicidio di un genitore, di un fratello o di una sorella; dichiarazione del giudice penale (art. 537-bis c.p.p.): con la sentenza di condanna per uno dei fatti dell'art. 463 c.c., il giudice penale dichiara direttamente l'indegnità.
DCome si fa valere l'indegnità?
RSe manca una condanna penale che la dichiari, serve una causa civile. La sentenza che dichiara l'indegnità ha natura costitutiva e l'indegnità non può essere rilevata d'ufficio dal giudice (Cass. n. 5411/2019). Può agire chi ne ha interesse, per esempio gli altri eredi. L'azione si prescrive, secondo l'opinione prevalente, in 10 anni.
DCosa succede dopo la dichiarazione?
RL'indegno deve restituire i beni e i frutti percepiti dall'apertura della successione (art. 464 c.c.). I figli dell'indegno possono succedere al suo posto per rappresentazione (art. 467 c.c.), ma l'indegno non ha l'usufrutto né l'amministrazione dei beni loro devoluti (art. 465 c.c.).
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In sintesi
L’indegnità colpisce chi ha commesso fatti gravi contro il defunto o i suoi familiari e toglie anche la legittima. Dal 2018 il giudice penale la dichiara con la condanna, e l’indagato per omicidio del coniuge è sospeso dall’eredità. Negli altri casi serve una causa civile.
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Contenuto informativo aggiornato il 23 dicembre 2026. Non costituisce parere legale.