- Le donazioni non si riducono finché non è esaurito il valore dei beni lasciati per testamento (art. 555 c.c.).
- Prima si taglia quindi ciò che il testamento ha dato oltre la quota disponibile, poi, se non basta, si passa alle donazioni.
- Chi ha ricevuto una donazione rischia meno quando il testamento ha ancora beni da ridurre.
Aggiornato il 19 ottobre 2026.
La regola in una frase
Le donazioni il cui valore supera la quota disponibile sono soggette a riduzione fino a quella quota. Ma “non si riducono se non dopo esaurito il valore dei beni di cui è stato disposto per testamento” (art. 555 c.c.). Per i testamenti vale l’art. 554: le disposizioni oltre la quota disponibile si riducono nei limiti della quota.
Perché conta
La legge protegge chi ha già ricevuto un bene in vita più di chi lo riceve alla morte: la donazione è un atto concluso e spesso già usato, venduto o ipotecato. Per questo si parte dal testamento, che produce effetto solo con la morte.
Se le donazioni sono più di una
Quando la riduzione deve colpire più donazioni fatte in tempi diversi, di regola si parte dalla più recente e si risale verso le precedenti, solo per la parte che serve a coprire la lesione. Con più donatari conviene quindi fare il conto completo prima di decidere chi citare: vedi la guida su contro chi agire.
Casi frequenti
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Caso 1. Testamento e donazione allo stesso figlio. Un padre dona un appartamento al figlio maggiore. Nel testamento lascia il resto, cioè un piccolo negozio e il conto in banca, alla figlia. Alla morte, un terzo figlio, escluso, ritiene lesa la sua quota. Prima di toccare la donazione al fratello maggiore, si guarda se si può ridurre il lascito testamentario alla sorella. Se negozio e conto bastano a coprire la lesione, l’appartamento donato resta fuori dalla riduzione.
Caso 2. Il testamento “vuoto”. Una madre dona in vita quasi tutto al figlio più giovane e nel testamento scrive che il resto va ai due figli maggiori. Il resto, però, vale pochissimo. I due figli maggiori scoprono che il testamento non basta a coprire la loro quota riservata. Solo allora si può chiedere la riduzione anche della donazione, nei limiti di ciò che manca.
La soluzione migliore per te
- Se sei il legittimario leso: prima fai l’inventario di ciò che il testamento ha dato. Di solito conviene chiedere prima la riduzione dei lasciti testamentari e, solo per la parte che manca, quella delle donazioni.
- Se hai ricevuto una donazione: verifica se il testamento ha ancora beni che possono essere ridotti: protegge la tua donazione.
- Se stai pianificando: di solito conviene mettere nero su bianco il valore delle donazioni già fatte, così che testamento e donazioni stiano insieme dentro la quota disponibile.
Cosa fare subito: metti in ordine date e valori delle donazioni e il testo del testamento. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Legge testamento e atti di donazione e ti dice in che ordine si può agire.
- Prepara il calcolo del valore dei beni e la richiesta agli altri eredi.
- Ti aiuta a pianificare lasciti e donazioni senza lesioni future.
Domande frequenti
Le donazioni si possono ridurre senza toccare il testamento?
Di regola no: prima si esaurisce il valore dei beni lasciati per testamento (art. 555 c.c.).
La donazione è al sicuro se è stata fatta molti anni fa?
Non per questo. Quello che conta è il calcolo sulla quota disponibile. Per i termini vedi la guida sul tempo per agire.
Dopo la riforma del 2025 cambia qualcosa?
Cambia la tutela di chi compra un immobile donato, non l’ordine della riduzione. Vedi la guida sulla casa ricevuta in donazione.
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Fonti: Normattiva, Codice civile artt. 554, 555. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e controllato dall’autore.
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