- Le liberalità fatte con atti diversi dalla donazione sono comunque soggette alle norme sulle donazioni, in quanto compatibili (art. 809 c.c.).
- Pagare la casa a un figlio o fare bonifici importanti può quindi contare nel calcolo della legittima.
- Anche una rinuncia a un diritto può essere una liberalità indiretta, se arricchisce direttamente un altro: va valutato caso per caso.
Aggiornato il 19 ottobre 2026.
Cos’è una donazione indiretta
Non tutte le liberalità passano dal notaio. Un genitore può pagare il prezzo di una casa acquistata dal figlio: è un esempio di liberalità fatta con un atto diverso dalla donazione (art. 809 c.c.). Il risultato è lo stesso: il figlio si arricchisce e il patrimonio del genitore diminuisce.
Perché interessa alla legittima
Se la liberalità è vera, entra nella massa di calcolo come le donazioni (art. 556 c.c.) e può essere ridotta se serve a integrare la quota di chi è leso. Il problema pratico è la prova: senza atto pubblico servono estratti conto, bonifici e documenti che mostrino chi ha pagato e perché.
Casi frequenti
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Caso 1. La casa pagata dal padre. Un padre versa al venditore il prezzo dell’appartamento che il figlio compra a Napoli. Nell’atto di vendita il figlio risulta unico acquirente. Alla morte del padre, il fratello vuole capire se il prezzo pagato conti come liberalità. La risposta dipende da chi ha davvero pagato e con quale intenzione: servono estratti conto e bonifici.
Caso 2. La rinuncia che arricchisce. Una moglie lascia tutto alla figlia con testamento. Il marito, legittimario, non agisce in riduzione e rinuncia. Anni dopo l’altro figlio si chiede se la rinuncia, arricchendo la figlia, debba contare come liberalità indiretta. La questione dipende dal nesso diretto tra la rinuncia e l’arricchimento.
La soluzione migliore per te
- Se sospetti una liberalità nascosta: conserva e raccogli i bonifici e gli estratti conto prima possibile: la prova sparisce con il tempo. Di solito conviene chiedere gli estratti alla banca subito.
- Se hai ricevuto un aiuto economico dai genitori: tieni traccia di cosa è stato un aiuto e cosa una vera liberalità, e fai valutare il tuo caso.
- Se vuoi aiutare un figlio: di solito conviene fare l’aiuto con un atto chiaro e scrivere il valore, così che sia contato bene negli anni.
Cosa fare subito: raccogli bonifici, estratti, atti di acquisto e testamento. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Ricostruisce i flussi di denaro e distingue aiuti e liberalità.
- Ti dice se il caso rientra nel calcolo della legittima.
- Prepara richiesta, mediazione e causa.
Domande frequenti
Ogni bonifico a un figlio è una donazione?
No. Conta l’intento di fare una liberalità e la proporzione rispetto al patrimonio. Una valutazione sul singolo caso è necessaria.
Serve l’atto pubblico?
Per la donazione diretta sì; per le liberalità indirette dipende dall’atto usato (art. 809 c.c.).
Dove posso approfondire la prova?
Vedi la guida su come scoprire le donazioni di immobili e quella sulla vendita simulata tra genitore e figlio.
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Fonti: Normattiva, Codice civile artt. 556, 809. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Questo testo è stato scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e controllato dall’autore.
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