Una segnalazione negativa è illegittima quando manca il suo presupposto (ad esempio non c’è un reale inadempimento o una vera situazione di insolvenza) oppure quando la banca non ha rispettato gli obblighi di informazione verso il cliente. In questi casi si può chiedere la rettifica o la cancellazione e, se si prova il danno subito, il risarcimento.
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Una segnalazione senza presupposti o senza le informative dovute può essere rimossa, anche con uno strumento d’urgenza. Per il risarcimento occorre invece documentare le conseguenze concrete: conviene conservare richieste di credito, dinieghi e comunicazioni ricevute. Ogni situazione va valutata sui documenti.
Da ricordare
preventivamente
entro trenta giorni
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Centrale Rischi e CRIF non sono la stessa cosa
- La Centrale Rischi della Banca d’Italia è un archivio pubblico, regolato dalla circolare n. 139/1991: la segnalazione “a sofferenza” presuppone una valutazione complessiva della situazione finanziaria del cliente, non un singolo ritardo.
- I sistemi di informazioni creditizie privati (SIC), come CRIF, sono disciplinati dal codice di condotta approvato dal Garante privacy e registrano anche ritardi nei pagamenti delle rate.
Il preavviso è obbligatorio?
Per i contratti di credito ai consumatori, l’art. 125, comma 3, TUB impone al finanziatore di informare preventivamente il consumatore la prima volta che segnala informazioni negative a una banca dati. La Cassazione (ordinanza n. 39769 del 2021) ha precisato che il mancato preavviso rende illegittima la segnalazione solo nell’ambito del credito al consumo. Per la Centrale Rischi, secondo l’ABF, l’omesso preavviso non invalida di per sé la segnalazione ma può fondare una responsabilità risarcitoria.
Il d.lgs. 212/2025, che ha recepito la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori, ha conservato il preavviso e ha aggiunto l’obbligo di informare il consumatore entro trenta giorni dall’avvenuta registrazione delle informazioni negative, indicando anche i suoi diritti in materia di dati personali; ha inoltre ribadito che le informazioni devono essere esatte, aggiornate e prontamente rettificate. L’adeguamento degli operatori è previsto entro il 20 novembre 2026.
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Quando spetta il risarcimento?
La Cassazione è costante nel ritenere che il danno da segnalazione illegittima non è in re ipsa: va allegato e provato. Con l’ordinanza n. 29252 del 2024 la Corte ha distinto il danno dell’imprenditore, legato alla perdita di affidabilità commerciale, da quello della persona che non svolge attività d’impresa, consistente soprattutto nella maggiore difficoltà di accesso al credito. La prova può essere data anche per presunzioni, ad esempio documentando i rifiuti di finanziamento intervenuti subito dopo la segnalazione; una volta dimostrata l’esistenza del danno, il giudice può liquidarlo in via equitativa.
Domande frequenti
DIl preavviso è obbligatorio?
RPer i contratti di credito ai consumatori, l'art. 125, comma 3, TUB impone al finanziatore di informare preventivamente il consumatore la prima volta che segnala informazioni negative a una banca dati.
DQuando spetta il risarcimento?
RLa Cassazione è costante nel ritenere che il danno da segnalazione illegittima non è in re ipsa: va allegato e provato.
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In sintesi
Una segnalazione senza presupposti o senza le informative dovute può essere rimossa, anche con uno strumento d’urgenza. Per il risarcimento occorre invece documentare le conseguenze concrete: conviene conservare richieste di credito, dinieghi e comunicazioni ricevute. Ogni situazione va valutata sui documenti.
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Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.