Quando un genitore muore, ciò che ha donato in vita ai figli o al coniuge deve essere, di regola, conferito nella massa ereditaria e computato nella divisione. È la collazione (artt. 737 e seguenti c.c.), che mira a trattare in modo equilibrato i discendenti, presumendo che la donazione sia stata un anticipo sull’eredità.
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Nella divisione si tiene conto delle donazioni fatte ai figli, anche indirette, salvo dispensa nei limiti della disponibile. Dal 18 dicembre 2025 la riduzione non colpisce più i terzi acquirenti dei beni donati. Ogni situazione va valutata sui documenti e sui movimenti bancari.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Chi è tenuto alla collazione?
Sono obbligati i figli, i loro discendenti e il coniuge che vengono alla successione, nei confronti degli altri soggetti della stessa categoria. La collazione opera sia nella successione legittima sia in quella testamentaria e riguarda tutto ciò che è stato ricevuto per donazione, direttamente o indirettamente.
Cosa si intende per donazione indiretta?
È la liberalità realizzata senza un atto formale di donazione: il caso tipico è il genitore che paga il prezzo della casa intestata al figlio. Se il denaro è stato dato con lo specifico scopo di acquistare quell’immobile, oggetto della donazione è l’immobile e non la somma.
Per la collazione, la donazione indiretta si può provare con ogni mezzo, anche con presunzioni, senza i limiti previsti per la simulazione e senza dover agire in riduzione (Cass. ord. n. 19230/2024). Contano ad esempio i bonifici, la coincidenza delle date e l’assenza di redditi del figlio.
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Richiedi una consulenzaCome si fa la collazione?
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Non vanno in collazione, tra l’altro, le spese di mantenimento, educazione e malattia e le spese ordinarie per abbigliamento o nozze (art. 742 c.c.).
Cosa succede se il genitore ha previsto la dispensa?
Il donante può dispensare il figlio dalla collazione (art. 737 c.c.), nel testamento o nell’atto di donazione. La dispensa ha però un limite: vale solo nei limiti della quota disponibile. Se la donazione lede la legittima degli altri figli, questi possono comunque agire in riduzione.
Cosa cambia con la legge 182/2025?
La legge 2 dicembre 2025, n. 182, in vigore dal 18 dicembre 2025, ha modificato gli artt. 561 e 563 c.c.: il legittimario leso non può più chiedere la restituzione dell’immobile donato ai terzi acquirenti e ottiene tutela essenzialmente in denaro dal donatario. Per le successioni già aperte prima del 18 dicembre 2025 la vecchia disciplina è stata conservata solo per chi abbia notificato e trascritto la domanda entro il 18 giugno 2026.
La riforma non modifica la collazione, che resta un’operazione interna alla divisione tra coeredi; incide invece sulla tutela del legittimario verso chi ha acquistato il bene donato.
Domande frequenti
DChi è tenuto alla collazione?
RSono obbligati i figli, i loro discendenti e il coniuge che vengono alla successione, nei confronti degli altri soggetti della stessa categoria. La collazione opera sia nella successione legittima sia in quella testamentaria e riguarda tutto ciò che è stato ricevuto per donazione, direttamente o indirettamente.
DCosa si intende per donazione indiretta?
RÈ la liberalità realizzata senza un atto formale di donazione: il caso tipico è il genitore che paga il prezzo della casa intestata al figlio. Se il denaro è stato dato con lo specifico scopo di acquistare quell'immobile, oggetto della donazione è l'immobile e non la somma.
DCome si fa la collazione?
RImmobili: in natura, restituendo il bene alla massa, oppure per imputazione, cioè sottraendo il suo valore dalla quota spettante (art. 746 c.c.). Il valore è quello al momento dell'apertura della successione; Mobili: soltanto per imputazione (art. 750 c.c.); Denaro: si imputa la somma donata, prelevando meno denaro dalla massa (art. 751 c.c.).
DCosa succede se il genitore ha previsto la dispensa?
RIl donante può dispensare il figlio dalla collazione (art. 737 c.c.), nel testamento o nell'atto di donazione. La dispensa ha però un limite: vale solo nei limiti della quota disponibile. Se la donazione lede la legittima degli altri figli, questi possono comunque agire in riduzione.
Guide collegate
Divisione ereditaria: la guida completa →Tutte le guide: Successioni e donazioni →
In sintesi
Nella divisione si tiene conto delle donazioni fatte ai figli, anche indirette, salvo dispensa nei limiti della disponibile. Dal 18 dicembre 2025 la riduzione non colpisce più i terzi acquirenti dei beni donati. Ogni situazione va valutata sui documenti e sui movimenti bancari.
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Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 26 settembre 2026. Non costituisce parere legale.