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Dopo un infortunio sul lavoro l’INAIL può riconoscere un indennizzo, ma non sempre copre tutto il danno. Un avvocato serve per capire se c’è un risarcimento ulteriore a carico del datore di lavoro. Scegli chi ti chiede i documenti, lavora con un medico legale e ti dà un preventivo scritto.
Chi si fa male al lavoro ha spesso due dubbi: che cosa mi dà l’INAIL e posso chiedere altro? Questa guida non fa classifiche: spiega come orientarti e come valutare un avvocato.
Aggiornato il 14 ottobre 2026.
INAIL e risarcimento: non sono la stessa cosa
L’indennizzo INAIL copre una parte del danno secondo regole proprie. Il danno non coperto, e quello legato alla responsabilità del datore di lavoro (per esempio per mancata sicurezza), può essere chiesto in sede civile. Per il quadro di base leggi la guida su infortunio sul lavoro, INAIL e danno differenziale.
Cosa chiedere al primo colloquio
- Se, secondo i documenti, ci sono profili di responsabilità del datore di lavoro.
- Come intende coordinare la pratica INAIL con l’eventuale richiesta di risarcimento.
- Chi sarà il medico legale e quanto costa la valutazione.
- Quali sono i termini da rispettare: per le prestazioni INAIL il termine è di regola di tre anni dall’infortunio (art. 112 d.P.R. 1124/1965), mentre per il risarcimento del danno in sede civile i termini sono diversi e vanno verificati sul caso.
- Come si compone il compenso e se ti consegna un preventivo scritto.
Documenti da raccogliere
- certificato medico e referti del pronto soccorso;
- copia della denuncia di infortunio e comunicazioni INAIL;
- contratto, buste paga e mansioni svolte;
- nomi di colleghi testimoni e foto del luogo, se possibili.
Come si concorda il compenso
Il compenso si pattuisce di regola per iscritto e l’avvocato deve indicare per iscritto la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo oneri, spese e compenso (art. 13 legge 247/2012). Sono vietati i patti con cui prende come compenso una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. Chiedi chiaramente cosa è incluso e cosa resta a tuo carico se l’esito non è favorevole.
Caso frequente
Caso descritto in forma generale: nomi, luoghi e importi non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un operaio cade da una scala senza protezioni. L’INAIL riconosce un indennizzo, ma i postumi lo costringono a cambiare mansione. Nessuno valuta se la mancata sicurezza possa dare diritto a un risarcimento ulteriore: dopo un anno i documenti sono sparsi e i testimoni se ne sono andati.
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Pratica INAIL per l’indennizzo.
- Richiesta di risarcimento al datore di lavoro e alla sua assicurazione.
- Causa civile, se non si trova un accordo.
Quale conviene di solito e perché
Di solito le strade vanno coordinate: si segue la pratica INAIL e, in parallelo, si fa valutare se c’è un danno ulteriore da chiedere al datore di lavoro, con una perizia medico-legale.
Cosa fare subito
- Fatti visitare e conserva i referti.
- Chiedi copia della denuncia di infortunio.
- Annota nomi dei testimoni e dettagli dell’accaduto.
Non è una promessa di esito: ogni caso va valutato sui documenti.
Avvocato per infortunio sul lavoro a Napoli e in Campania
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Domande frequenti
Posso chiedere il risarcimento se ho già l’INAIL?
Dipende dal caso: l’INAIL copre una parte del danno e il resto può essere chiesto se c’è responsabilità del datore di lavoro.
Rischio il posto se chiedo il risarcimento?
La legge tutela il lavoratore da ritorsioni; per un caso concreto serve una valutazione.
Posso fare consulenza a distanza?
Sì, con documenti inviati online e colloquio per telefono, WhatsApp o videochiamata.
Pagina principale della materia: Risarcimento danni. Guida collegata: infortunio sul lavoro, INAIL e danno differenziale
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Fonti: legge 247/2012 (art. 13); d.P.R. 1124/1965 (art. 112). Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.