No, i crediti del defunto non si dividono automaticamente tra gli eredi. Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 24657 del 28 novembre 2007) hanno stabilito che il saldo del conto, i titoli e gli altri crediti entrano nella comunione ereditaria fino alla divisione. Ciascun coerede può però chiedere il pagamento del credito anche da solo, senza dover coinvolgere in giudizio gli altri. I debiti, invece, si ripartiscono tra gli eredi in proporzione alle quote.
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I soldi e i titoli del defunto non si dividono in automatico: restano in comunione fino alla divisione. Il singolo erede può comunque chiederne il pagamento, e l’ABF ha censurato le banche che pretendono la firma di tutti. I debiti, invece, si ripartiscono subito in proporzione alle quote. Ogni situazione va valutata sui documenti.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Perché i crediti restano in comunione?
Prima del 2007 prevaleva l’idea che crediti e debiti si dividessero di diritto tra gli eredi. Le Sezioni Unite hanno superato questa regola per i crediti:
- il saldo del conto corrente è un credito verso la banca del defunto;
- questo credito entra nella massa ereditaria e serve a formare le porzioni;
- la divisione avviene solo con l’accordo tra gli eredi o con la sentenza.
La Cassazione ha confermato il principio anche di recente (Cass. ord. n. 13163/2024): il singolo coerede può agire per l’intero credito ereditario, salvo i conti interni con gli altri.
Cosa chiede di solito la banca?
Alla morte del correntista la banca blocca il conto. Per lo sblocco chiede in genere:
- certificato di morte;
- dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sugli eredi;
- testamento, se esiste;
- prova della presentazione della dichiarazione di successione, perché la legge tributaria vieta di pagare agli eredi senza questo adempimento (regola storica dell’art. 48 d.lgs. 346/1990, dal 1° gennaio 2026 riordinata nel Testo unico dei tributi indiretti, d.lgs. 123/2025).
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Richiedi una consulenzaLa banca può pretendere la firma di tutti gli eredi?
Molte banche chiedono ancora la firma congiunta di tutti gli eredi. L’Arbitro Bancario Finanziario, applicando le Sezioni Unite, ha affermato che il singolo coerede è legittimato a chiedere il credito caduto in successione e che l’intermediario non può imporre la presenza di tutti né l’apertura di nuovi rapporti (ABF, Collegio di Milano, decisione n. 5722 del 13 giugno 2025, su libretto, fondi e buoni fruttiferi). In caso di rifiuto il coerede può presentare reclamo alla banca e poi ricorso all’ABF.
E se il conto era cointestato?
Il conto cointestato segue regole diverse. Di regola il saldo si presume appartenere in parti uguali ai cointestatari: solo la quota del defunto entra nell’eredità. Chi sostiene che il denaro fosse tutto del defunto, o tutto dell’altro cointestatario, deve provarlo.
Titoli, fondi e polizze vita
- Titoli e fondi intestati al defunto entrano nella comunione ereditaria come il saldo del conto.
- Le polizze vita con beneficiario designato non entrano nell’eredità: il beneficiario acquista un diritto proprio (art. 1920 c.c.). Se la polizza indica genericamente “gli eredi”, le Sezioni Unite (sentenza n. 11421/2021) hanno stabilito che l’indennizzo si divide in parti uguali, salvo diversa volontà del contraente.
Domande frequenti
DPerché i crediti restano in comunione?
RPrima del 2007 prevaleva l'idea che crediti e debiti si dividessero di diritto tra gli eredi. Le Sezioni Unite hanno superato questa regola per i crediti: il saldo del conto corrente è un credito verso la banca del defunto; questo credito entra nella massa ereditaria e serve a formare le porzioni; la divisione avviene solo con l'accordo tra gli eredi o con la sentenza.
DCosa chiede di solito la banca?
RAlla morte del correntista la banca blocca il conto. Per lo sblocco chiede in genere: certificato di morte; dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà sugli eredi; testamento, se esiste.
DLa banca può pretendere la firma di tutti gli eredi?
RMolte banche chiedono ancora la firma congiunta di tutti gli eredi.
DE se il conto era cointestato?
RIl conto cointestato segue regole diverse. Di regola il saldo si presume appartenere in parti uguali ai cointestatari: solo la quota del defunto entra nell'eredità. Chi sostiene che il denaro fosse tutto del defunto, o tutto dell’altro cointestatario, deve provarlo.
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In sintesi
I soldi e i titoli del defunto non si dividono in automatico: restano in comunione fino alla divisione. Il singolo erede può comunque chiederne il pagamento, e l’ABF ha censurato le banche che pretendono la firma di tutti. I debiti, invece, si ripartiscono subito in proporzione alle quote. Ogni situazione va valutata sui documenti.
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Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 13 gennaio 2027. Non costituisce parere legale.