- Se la banca ti ha venduto obbligazioni subordinate o azioni senza spiegare bene il rischio, puoi chiedere il risarcimento del danno.
- Contano tre cose: cosa ti è stato detto, cosa hai firmato e se il prodotto era adatto a te.
- Prima passa dal reclamo alla banca. Poi ci sono l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) e il tribunale.
- Il tempo conta: il diritto al risarcimento si prescrive e le prove si perdono.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Quando la banca risponde della perdita
Una banca che vende un investimento deve darti informazioni chiare, complete e corrette. Deve anche capire se il prodotto è adatto a te, per esperienza, obiettivi e patrimonio. Queste regole stanno nel Testo unico della finanza (d.lgs. 58/1998) e nella disciplina europea MiFID.
Un’obbligazione subordinata ha un rischio alto: se la banca va in crisi, chi la possiede può perdere tutto o una parte. Se ti è stata presentata come un titolo sicuro, o venduta a chi cercava solo di conservare i risparmi, la banca può essere chiamata a risarcire.
Cosa controllare nei documenti
Raccogli questi documenti: il contratto di investimento, il questionario di profilo (MiFID), gli ordini di acquisto, gli estratti titoli e gli estratti conto, le lettere e le email con la banca.
Guarda se il profilo di rischio scritto sul questionario è davvero il tuo. Spesso risulta un profilo più rischioso di quello reale, oppure manca la firma o la data. Controlla anche se il contratto quadro con la banca è in forma scritta e se ne hai ricevuto copia: la legge lo richiede e, se manca, l’investimento può essere contestato.
Le strade possibili
Reclamo alla banca. È il primo passo ed è quasi sempre utile: la banca deve rispondere entro i termini previsti e la risposta (o il silenzio) serve poi come prova.
Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF). È un organismo della Consob, veloce e senza obbligo di avvocato. Ha limiti di importo e regole su chi può usarlo: verificali sul sito ufficiale prima di presentare la domanda.
Mediazione e causa. Per le cause sui contratti bancari e finanziari la mediazione è obbligatoria prima di andare davanti al giudice. Se non si trova un accordo, si fa causa al tribunale, chiedendo di norma il risarcimento oppure la nullità del contratto, a seconda dei vizi trovati.
Quanto tempo hai
Se il rapporto con la banca è un contratto, il diritto al risarcimento di norma si prescrive in dieci anni. Se si parla di responsabilità fuori contratto, il termine può essere di cinque anni. Il calcolo cambia in base ai fatti: per questo conviene muoversi presto e non aspettare l’ultimo momento.
Il tempo è importante anche per le prove: banche e consulenti conservano i documenti per un periodo limitato, e i ricordi sbiadiscono.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un pensionato di Napoli ha messo da parte i risparmi di una vita e, su consiglio dello sportello, compra obbligazioni subordinate della sua banca. Gli dicono che sono «come un deposito, ma rendono di più». Quando la banca entra in crisi, il valore dei titoli crolla. Lui non ricorda cosa ha firmato e non ha il questionario di profilo.
La soluzione migliore per te
- Prima: se hai ancora i titoli, chiedi subito alla banca copia di contratto, questionario e ordini. Non vendere in fretta senza prima farti spiegare le conseguenze.
- Dopo la perdita: reclamo scritto alla banca e raccolta dei documenti. Di solito conviene valutare prima l’ACF se l’importo rientra nei limiti, e la causa quando l’importo è alto o i vizi sono gravi.
- Se la banca non risponde: mediazione e poi causa, con una richiesta calibrata sui documenti che hai davvero.
Cosa fare subito: Chiedi alla banca copia di tutto quello che hai firmato e metti in ordine date, importi ed estratti conto. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Legge i documenti e ti dice se ci sono vizi su cui costruire il reclamo, la mediazione o la causa.
- Ti aiuta a ricostruire le date e le perdite, per capire quanto chiedere e con quale strada.
- Prepara il reclamo, segue la mediazione e, se serve, la causa.
Domande frequenti
Posso chiedere il risarcimento anche se ho firmato tutto?
Sì. La firma sul contratto non basta a escludere la responsabilità della banca, se le informazioni non erano corrette o il prodotto non era adatto al tuo profilo.
Devo andare prima all’ACF o dal giudice?
Non c’è un ordine obbligato per tutti. Nelle cause bancarie e finanziarie la mediazione è però condizione per procedere in tribunale. L’ACF è un’alternativa più rapida, con regole su importi e tempi.
Quanto posso recuperare?
Dipende dal tipo di vizio e dalla prova del danno. Nessuno può garantire un esito: serve esaminare i documenti.
Se la banca è fallita o in liquidazione, posso chiedere comunque?
Può cambiare contro chi agire e con quali tempi. Serve valutare il singolo caso.
Quali prove servono?
Contratto, questionario di profilo, ordini di acquisto, estratti titoli, scambi con la banca e, se esistono, testimoni di chi era presente.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza.
Prenota una consulenza · Scrivici su WhatsApp · Chiamaci al 347 5264190
Fonti: Normattiva (d.lgs. 58/1998), Consob – Arbitro per le Controversie Finanziarie. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.
Pagina principale della materia: Banche e prodotti finanziari a Napoli: tutte le guide →