- Il commercialista risponde se non svolge l’incarico con la diligenza richiesta dalla sua professione.
- Devi provare l’incarico, l’errore e il danno (sanzioni, imposte in più, perdita di benefici).
- Prima scrivi una contestazione e avvisa la sua assicurazione professionale.
- Il termine di prescrizione di norma è di dieci anni, ma conviene agire presto.
Pubblicato il 13 ottobre 2026.
Quando risponde
Il professionista che accetta un incarico deve eseguirlo con la diligenza media richiesta (art. 1176 c.c.). Se dimentica una scadenza, sbaglia una dichiarazione o dà un consiglio errato, e per questo subisci un danno, può essere chiamato a risarcirlo.
Non basta il risultato negativo: serve provare che un professionista diligente avrebbe agito diversamente.
Che danni si chiedono
Le sanzioni e gli interessi pagati al Fisco per colpa dell’errore, le imposte pagate in più, i benefici fiscali persi, i costi per rimediare e, in alcuni casi, il danno d’immagine o la perdita di chance.
Le sanzioni vanno distinte dall’imposta dovuta: l’imposta che dovevi pagare comunque non è un danno.
Come muoversi
Raccogli l’incarico (anche lettere e email), le dichiarazioni, le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e le prove dei pagamenti. Poi invia una contestazione scritta al professionista e chiedi i dati della sua assicurazione.
Se c’è ancora tempo, valuta con un avvocato se si può rimediare con una dichiarazione integrativa o un ravvedimento.
Termini
L’azione contrattuale di norma si prescrive in dieci anni dall’inadempimento o da quando il danno si manifesta. Se il professionista ha dato un consiglio sbagliato, il momento di decorrenza va valutato.
Non lasciare passare mesi: le prove si disperdono e le sanzioni si possono ridurre solo in tempo.
Caso frequente
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un piccolo imprenditore di Napoli affida al commercialista la presentazione di una richiesta di agevolazione fiscale. Il professionista dimentica la scadenza. Il beneficio è perso e arriva anche una sanzione.
La soluzione migliore per te
- Subito: chiedi per iscritto copia dell’incarico e dei documenti e avvisa il professionista.
- Per il danno: valuta rimedi fiscali e poi la richiesta all’assicurazione del professionista.
- Se non risponde: mediazione e causa, con la prova dell’incarico.
Cosa fare subito: Conserva email e lettere con il commercialista e le comunicazioni del Fisco. Nessuna strada garantisce un esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Valuta se l’errore è provabile e quale danno è risarcibile.
- Prepara la contestazione e la richiesta all’assicurazione.
- Segue mediazione e causa.
Domande frequenti
Il commercialista ha un’assicurazione?
Sì, i professionisti devono averla.
Serve un incarico scritto?
Aiuta, ma si può provare anche con email e fatture.
Posso chiedere le imposte?
L’imposta dovuta per legge non è un danno, lo sono sanzioni e benefici persi.
Quanto tempo ho?
Di norma dieci anni, ma conviene muoversi presto.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza.
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Fonti: Normattiva (c.c. artt. 1176, 2230 e seguenti), Corte di Cassazione. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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