Avv. Renato Giuseppe Fiorentino · Pubblicato il 10 ottobre 2026 · Aggiornato il 10 ottobre 2026
In 30 secondi. Uscire da una srl è possibile, ma i casi e le procedure sono precisi. Una comunicazione corretta e una stima documentata della quota riducono il rischio di contenzioso tra soci.
Il socio di srl può uscire dalla società con il recesso nei casi previsti dalla legge e dall’atto costitutivo (art. 2473 c.c.). Ha diritto al rimborso della quota in proporzione al patrimonio sociale, calcolato tenendo conto del valore di mercato. Il rimborso va eseguito entro 180 giorni dalla comunicazione del recesso.
In quali casi si può recedere?
L’art. 2473 c.c. prevede, tra gli altri, il recesso del socio che non ha consentito:
- al cambiamento dell’oggetto o del tipo di società;
- alla fusione o scissione;
- alla revoca dello stato di liquidazione;
- al trasferimento della sede all’estero;
- al compimento di operazioni che modificano in modo rilevante l’oggetto sociale o i diritti dei soci.
Se la società è a tempo indeterminato, il socio può recedere in ogni momento con preavviso di almeno 180 giorni; l’atto costitutivo può prevedere un preavviso più lungo, non oltre un anno. Il recesso spetta anche quando lo statuto rende le quote intrasferibili (art. 2469 c.c.).
Chi paga la quota?
Il rimborso può avvenire con l’acquisto della quota da parte degli altri soci o di un terzo, oppure con riserve disponibili. Se non è possibile, si riduce il capitale; se nemmeno questo è possibile, la società si scioglie (art. 2473 c.c.).
Come si stabilisce il valore?
Il valore si determina tenendo conto del valore di mercato della partecipazione al momento della dichiarazione di recesso. In caso di disaccordo lo stabilisce un esperto nominato dal tribunale (art. 2473 c.c.).
Il caso frequente
Caso frequente · Un problema che capita spesso. Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Capita che tre fratelli siano soci di una srl a tempo indeterminato e che uno di loro voglia dedicarsi ad altro. In situazioni come questa il socio comunica il recesso con preavviso di 180 giorni e gli altri soci acquistano la sua quota dopo una stima concordata del valore di mercato, evitando di ridurre il capitale.
In sintesi
Uscire da una srl è possibile, ma i casi e le procedure sono precisi. Una comunicazione corretta e una stima documentata della quota riducono il rischio di contenzioso tra soci.
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Fonti ufficiali
- Normattiva – Codice civile (R.D. 262/1942)
- Registro delle imprese – Camere di commercio
- Corte Suprema di Cassazione
Contenuto informativo aggiornato il 10 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Recedere nei casi previsti dalla legge o dall’atto costitutivo.
- Se la società è a tempo indeterminato, recedere con preavviso di almeno 180 giorni.
- Concordare con gli altri soci l’acquisto della tua quota, dopo una stima del valore di mercato.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso: conta se esiste una causa di recesso o se la società è a tempo indeterminato, e cosa prevede l’atto costitutivo. Quando è possibile, l’acquisto della quota da parte degli altri soci o di un terzo, dopo una stima concordata, evita di ridurre il capitale e riduce il rischio di contenzioso. Se non c’è accordo sul valore, lo stabilisce un esperto nominato dal tribunale.
Cosa fare subito
- Rileggi l’atto costitutivo: casi di recesso, preavviso, trasferibilità delle quote.
- Fai documentare una stima del valore della tua quota.
- Prepara una comunicazione di recesso corretta e conservane la prova di invio.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Tieni a portata di mano atto costitutivo, statuto e ultimi bilanci.
- Comunica il recesso in modo che resti prova della data di ricezione.
- Per le norme (artt. 2469 e 2473 c.c.), consulta i testi ufficiali su Normattiva.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico e primo incontro in italiano; sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.