Un figlio ha fatto l’università con i soldi dei genitori. Un altro ha ricevuto un matrimonio pagato e un master all’estero. Quando i genitori muoiono, il fratello meno aiutato si chiede: «Questi soldi vanno conteggiati nell’eredità?». La risposta cambia da spesa a spesa.
In 30 secondi
- La collazione serve a rimettere nella massa ereditaria ciò che un figlio ha ricevuto in dono in vita (art. 737 c.c.).
- Le spese di mantenimento e di educazione non si conteggiano (art. 742 c.c.).
- Per studi professionali, nozze e abiti conta la misura: verifica la norma vigente.
- Una casa o una somma regalata, invece, di regola si conteggia, salvo dispensa.
Aggiornato il 13 ottobre 2026.
Che cos’è la collazione
I figli e il coniuge del defunto devono «conferire» ciò che hanno ricevuto in dono dal defunto, quando si divide l’eredità (art. 737 c.c.). Il defunto può però dispensare dalla collazione. Lo scopo è semplice: dividere in modo giusto tra fratelli, tenendo conto degli aiuti già dati in vita.
Non si restituisce il bene. Si fa un conto. Il valore ricevuto viene aggiunto alla massa e imputato alla quota di chi l’ha avuto. Per la guida generale leggi Donazioni ai figli e collazione.
Quali spese non si conteggiano
La legge distingue tra regalo e normale aiuto di famiglia. L’art. 742 c.c. dice che le spese di mantenimento e di educazione, e quelle per malattia, non sono soggette a collazione. Un genitore che mantiene il figlio mentre studia non fa un regalo da riportare nell’eredità.
Lo stesso vale, in linea di massima, per le spese ordinarie di abbigliamento e per le nozze, se sono in misura normale rispetto alle condizioni economiche della famiglia. Il testo preciso della norma e i suoi limiti: verifica la norma vigente.
Quando la spesa può essere conteggiata
Il discorso cambia quando la spesa supera di molto la misura ordinaria. L’art. 742 c.c. tratta in modo particolare le spese per l’istruzione artistica o professionale. Contano soprattutto la somma spesa e le condizioni economiche dei genitori. Un master molto costoso pagato a un solo figlio, in una famiglia con redditi modesti, può essere valutato in modo diverso da una normale laurea.
Altri casi tipici sono questi:
- una somma di denaro data per comprare casa;
- un immobile intestato al figlio ma pagato dai genitori (donazione indiretta);
- l’avvio di un’attività finanziato in modo importante.
In questi casi si parla spesso di donazione, anche indiretta. Leggi anche Casa comprata dai genitori e intestata al figlio.
Come si dimostra quanto è stato speso
Spetta di solito a chi chiede il conteggio provare cosa è stato dato e che era un regalo. Servono documenti: bonifici, ricevute, contratti, fatture degli atenei. Le spese vanno poi confrontate con le possibilità della famiglia di quegli anni. Per questo le prove si cercano prima di avviare la divisione.
Una prima verifica può essere fatta anche con l’altro fratello, con calma, partendo dai documenti. Molte divergenze si chiariscono con un elenco scritto.
Se i genitori hanno dispensato dalla collazione
Il defunto può dire che un dono non va conteggiato. La dispensa deve risultare dall’atto di donazione o da un testamento. Anche la dispensa ha un limite: non può ledere la quota che la legge riserva ai figli, la legittima. Su questo punto cerca la norma vigente e l’atto.
Caso frequente
Caso frequente · Un problema che capita spesso
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Due fratelli devono dividere la casa dei genitori. Una sorella ha fatto la laurea e il matrimonio, pagati dai genitori. Il fratello sostiene che quelle spese vadano conteggiate. La sorella risponde che erano normali spese di famiglia. Dopo aver riunito i documenti, i due vedono che la laurea rientra nelle spese di educazione, mentre una somma per l’acquisto di un’auto di valore elevato va valutata a parte.
L’esito dipende dalle prove e dalle condizioni economiche della famiglia, non da una regola uguale per tutti.
Domande frequenti
Gli studi pagati dai genitori vanno in collazione?
Di regola no. Le spese di mantenimento e di educazione non si conteggiano. Per le spese eccezionali, come un percorso professionale molto costoso, conta la misura (art. 742 c.c.).
Il matrimonio pagato dai genitori conta nell’eredità?
Le spese per le nozze in misura normale, di regola, non si conteggiano. Se sono molto superiori alla misura ordinaria, la valutazione cambia. Verifica la norma vigente.
Chi deve dimostrare l’importo speso?
Di solito chi chiede la collazione. Servono bonifici, ricevute e contratti. Senza documenti è difficile dimostrare quanto è stato dato.
Pagina principale della materia: Successioni e donazioni a Napoli: tutte le guide e come contattare lo studio →
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Chiarire con i fratelli, documenti alla mano, cosa va conteggiato.
- Fare una divisione concordata davanti al notaio.
- Chiedere al giudice di accertare cosa va in collazione.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene partire dall’accordo tra fratelli, con un elenco scritto delle somme e delle prove. È più rapido e meno costoso di una causa. Se l’accordo non arriva, la strada giudiziale resta aperta. Dipende dal caso: contano il tipo di spesa, la misura e le condizioni della famiglia.
Cosa fare subito
- Raccogli bonifici, ricevute e contratti sulle spese di cui parli.
- Cerca eventuali atti di donazione o testamenti con una dispensa.
- Prepara un elenco ordinato per anno e per figlio.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Distingui subito le spese ordinarie di famiglia dai doni di valore importante.
- Conserva i documenti con la data: la valutazione guarda alle condizioni di quegli anni.
- Prima di litigare, prova un conteggio condiviso con i fratelli.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online, e ti consegna un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro si svolge in italiano; ricevo su appuntamento a Napoli, Roma e Bari.
Fonti: Normattiva. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.