Ti stai separando e non sai se avrai diritto a un assegno dal tuo coniuge. Oppure sei tu a temere di doverlo pagare. In entrambi i casi la domanda è la stessa: quando spetta l’assegno di mantenimento in separazione?
In 30 secondi
- L’assegno spetta, di regola, al coniuge senza addebito e senza redditi adeguati (art. 156 c.c.).
- Si guarda ai redditi di entrambi e alla situazione economica della famiglia.
- Non è automatico: va chiesto, con documenti.
- L’assegno per i figli è una cosa diversa da quello per il coniuge.
Aggiornato il 13 ottobre 2026.
Quando spetta l’assegno
L’art. 156 c.c. prevede l’assegno a favore del coniuge a cui non è stata addebitata la separazione. Serve anche un altro requisito: non avere mezzi adeguati. Chi ha un reddito sufficiente di solito non lo ottiene.
Quando si dice «adeguati», di norma si guarda al tenore di vita avuto durante il matrimonio. I criteri esatti usati dai giudici cambiano nel tempo: verifica la norma vigente e le decisioni più recenti.
Cosa guarda il giudice
Il giudice confronta le situazioni dei due coniugi. Gli elementi principali sono questi:
- i redditi di ciascuno (lavoro, affitti, pensioni);
- il patrimonio, per esempio case e risparmi;
- la capacità concreta di lavorare, che dipende da età, salute e formazione;
- l’assegnazione della casa familiare e le spese per i figli;
- quanto ciascuno ha contribuito alla vita della famiglia.
L’assegno dipende dalle circostanze e dai redditi di chi deve pagare. Non esiste una formula valida per tutti. Se vuoi capire come si arriva ai numeri, leggi Come avviene il calcolo dell’assegno di mantenimento.
Che ruolo ha l’addebito
Se il giudice addebita la separazione a un coniuge, quel coniuge perde il diritto all’assegno di mantenimento. Può avere solo gli alimenti, se in stato di bisogno. Ma l’addebito non si presume: va chiesto e provato, e deve esserci un nesso con la fine della convivenza. Approfondisci in Separazione con addebito.
Assegno per il coniuge e assegno per i figli
Sono due somme diverse. L’assegno per i figli serve a coprire i loro bisogni e dipende dal tempo che passano con ciascun genitore e dalle risorse di entrambi. L’assegno per il coniuge serve a chi non ha mezzi adeguati. Può esserci uno senza l’altro. Nell’accordo o nella decisione i due importi sono indicati in modo separato.
Come si chiede
Se siete d’accordo, l’assegno si scrive nell’accordo di separazione consensuale. Se non siete d’accordo, lo chiede il coniuge nel ricorso, e il giudice decide dopo aver esaminato i documenti. Dopo la riforma Cartabia il procedimento è unificato. I dettagli del rito: verifica la norma vigente.
I documenti utili sono questi:
- dichiarazioni dei redditi e buste paga degli ultimi anni;
- estratti conto e documenti su case, auto e investimenti;
- contratti di affitto e spese fisse (mutuo, bollette);
- documenti sulle spese dei figli.
Caso frequente
Caso frequente · Un problema che capita spesso
Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Una donna ha smesso di lavorare dopo la nascita dei figli. Il marito ha un buon stipendio. Quando la coppia si separa, lei ha solo un lavoro part-time e si chiede se ha diritto a un assegno. Il marito risponde che lei può lavorare di più.
Per decidere si guardano i redditi di entrambi, l’età, la possibilità concreta di lavorare di più e il modo in cui la famiglia ha vissuto. Se non c’è addebito a suo carico, l’assegno può essere valutato. L’importo dipende dai documenti, non da una regola fissa.
Domande frequenti
Se lavoro, perdo il diritto all’assegno?
Non per forza. Conta se il tuo reddito è adeguato rispetto alla situazione della famiglia. Un reddito basso può non bastare a escludere l’assegno.
Chi tradisce perde l’assegno?
Solo se il giudice dichiara l’addebito. Serve la prova che il comportamento ha causato la crisi. Il tradimento da solo non basta in ogni caso.
L’assegno dura per sempre?
No. Si può modificare se cambiano in modo importante le condizioni. Leggi quando si può chiedere la modifica.
Pagina principale della materia: Separazione e divorzio a Napoli: tutte le guide e come contattare lo studio →
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Accordarsi sull’assegno e metterlo nella separazione consensuale.
- Usare la negoziazione assistita, con gli avvocati.
- Chiedere l’assegno al giudice nel ricorso.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene cercare prima l’accordo, a partire da numeri chiari e documenti. Un accordo ben scritto riduce i tempi e il conflitto, e si può rivedere se la situazione cambia. Se l’accordo non arriva, resta la strada del giudice. Dipende dal caso: contano i redditi, l’addebito e i figli.
Cosa fare subito
- Raccogli redditi, estratti conto e spese degli ultimi anni.
- Scrivi un elenco delle spese fisse della famiglia e dei figli.
- Non firmare accordi senza averli fatti leggere a un avvocato.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Prepara un prospetto semplice di entrate e uscite: aiuta a parlare di numeri veri.
- Evita messaggi accesi con l’altro coniuge: possono diventare prove.
- Se l’accordo è vicino, fallo scrivere con chiarezza: importi, date e criteri di aggiornamento.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online, e ti consegna un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro si svolge in italiano; ricevo su appuntamento a Napoli, Roma e Bari.
Fonti: Normattiva, Corte di Cassazione. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.