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Per separarsi o divorziare ci sono tre strade: tribunale, negoziazione assistita (con avvocati, senza giudice) e accordo davanti al sindaco (solo senza figli minori o non autosufficienti e senza patti patrimoniali). Il divorzio si può chiedere dopo 6 mesi dalla separazione se consensuale, 12 mesi se giudiziale. Casa, figli, mantenimento e immobili vanno regolati con cura.
Separazione e divorzio sono due momenti distinti: la separazione allenta il vincolo, il divorzio scioglie il matrimonio. In mezzo ci sono scelte che pesano sulla vita di tutti: i figli, la casa, il mantenimento. Questa guida spiega le strade possibili, i tempi e le domande da porsi prima di firmare un accordo. Per i colleghi c’è un approfondimento tecnico dopo la riforma Cartabia.
Dalla pratica dello studio
Il primo incontro serve quasi sempre a mettere ordine: elenco di redditi, beni, spese dei figli, mutui. Spesso l’accordo è più vicino di quanto le parti pensino, ma si blocca su un punto concreto (la casa, un mutuo comune): conviene affrontarlo per primo.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Separazione e divorzio: che differenza c’è
Con la separazione i coniugi restano sposati ma cessano gli obblighi di convivenza e di fedeltà e si regolano i rapporti economici e quelli con i figli. Con il divorzio il matrimonio finisce: cessa la qualità di coniuge, con effetti sul cognome, sulla successione e sulla pensione di reversibilità. Il divorzio richiede che sia trascorso il tempo di separazione previsto dalla legge.
Si può essere separati senza divorziare per anni. Chi vuole risposarsi, o vuole definire la propria posizione patrimoniale, passa dal divorzio.
Le tre strade
| Strada | Per chi | Cosa serve |
|---|---|---|
| Tribunale (ricorso congiunto o giudiziale) | Tutti i casi; obbligatoria se manca l’accordo | Ricorso al tribunale; il giudice decide o prende atto dell’accordo |
| Negoziazione assistita | Coniugi d’accordo, anche con figli | Un avvocato per parte; nulla osta o autorizzazione della Procura |
| Davanti al sindaco (art. 12 D.L. 132/2014) | Coniugi d’accordo, senza figli minori (o incapaci, gravemente disabili, non autosufficienti) e senza patti di trasferimento patrimoniale | Dichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile, con conferma dopo trenta giorni; l’avvocato è facoltativo |
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Richiedi una consulenzaI tempi per il divorzio
Secondo la legge sul divorzio, come modificata dalla L. 55/2015, il divorzio si può chiedere dopo sei mesi dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella separazione consensuale, e dopo dodici mesi se la separazione è stata giudiziale. Nel caso della negoziazione assistita il calcolo ha regole proprie: va fatto sull’accordo concreto.
Dopo la riforma del processo civile le cause di famiglia seguono un rito unificato (artt. 473-bis e seguenti del codice di procedura civile) e si possono proporre in un unico ricorso la domanda di separazione e quella di divorzio, con le condizioni previste dalla legge.
I figli
- Affidamento: la regola è l’affidamento condiviso, con tempi di frequentazione con entrambi i genitori.
- Mantenimento: ciascun genitore contribuisce in proporzione al reddito e alle esigenze del figlio; l’assegno può essere stabilito anche per i figli maggiorenni non ancora autosufficienti.
- Casa familiare: il giudice può assegnarla al genitore con cui i figli vivono; l’assegnazione incide sul valore dell’immobile e va tenuta presente in ogni accordo.
- Controlli: con figli minori l’accordo deve rispondere al loro interesse e lo controlla il giudice o la Procura.
Assegno di mantenimento e assegno divorzile
Nella separazione può essere dovuto l’assegno di mantenimento al coniuge che non ha mezzi adeguati e a cui non è addebitabile la separazione. Dopo il divorzio può spettare l’assegno divorzile, che ha una funzione assistenziale, compensativa e perequativa secondo l’orientamento della Corte di cassazione a Sezioni Unite. L’importo dipende dalla situazione economica, dalla durata del matrimonio e dal contributo dato alla vita familiare. Non esistono tabelle automatiche: serve una valutazione del caso.
La casa e gli immobili
Le coppie spesso hanno una casa in comproprietà, magari con un mutuo. L’accordo può prevedere la vendita, il trasferimento a uno dei due o l’assegnazione. Quando si trasferisce un immobile ci sono forma e imposte da rispettare, e non bastano le intese a voce o una scrittura privata: ne parliamo nella guida sui trasferimenti di immobili.
Quando conviene l’avvocato
Nel ricorso in tribunale l’avvocato è necessario. Nella negoziazione assistita è obbligatorio, uno per parte. Nell’accordo davanti al sindaco è facoltativo, ma un parere preventivo evita errori. Le conseguenze di una firma frettolosa, in particolare su figli e immobili, sono difficili da correggere dopo.
Domande frequenti
Posso divorziare senza prima separarmi?
No. La legge richiede che sia trascorso il tempo di separazione previsto, salvo i casi stabiliti dalla legge.
Devo avere un avvocato per separarmi?
Davanti al tribunale e nella negoziazione assistita sì. Davanti al sindaco l’assistenza è facoltativa, ma l’accordo è possibile solo in casi limitati.
Quanto dura il tutto?
Dipende dalla strada scelta e dall’ufficio. Per il divorzio la legge fissa un tempo minimo di sei mesi dopo una separazione consensuale e dodici dopo una giudiziale.
L’assegno si può rivedere dopo?
Sì: le condizioni di separazione e di divorzio possono essere modificate se cambiano le circostanze, in tribunale o, ricorrendone i presupposti, con la negoziazione assistita.
Cosa succede alla casa in cui viviamo?
Dipende dalla proprietà, dalla presenza di figli e dal mutuo. Va regolata nell’accordo o dal giudice; il trasferimento richiede una forma specifica.
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Contenuto informativo aggiornato il 4 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.