- Molti risparmiatori hanno comprato diamanti allo sportello della propria banca.
- Il problema principale è il prezzo pagato rispetto al valore reale.
- Si guardano contratto, documenti consegnati e informazioni date dalla banca.
Il caso frequente
Il cliente si fida della banca che gli propone un acquisto «sicuro». Compra un diamante certificato. Anni dopo vuole rivenderlo e scopre che vale molto meno del prezzo pagato.
Cosa guardare
Il contratto con la banca e quello con la società venditrice. Le brochure e i messaggi ricevuti. Il prezzo pagato e quello di un valutatore indipendente.
Chi ti ha presentato l’acquisto, e come lo ha descritto.
Le strade possibili
Si può scrivere un reclamo e chiedere la restituzione. Se non basta, si valuta una causa civile.
L’arbitro della Consob (ACF) esclude i diamanti da investimento: la Consob lo indica nella sua pagina.
Cosa non fare
Non vendere in fretta a chi si offre di comprare «a buon prezzo». Non firmare rinunce senza leggerle.
Caso frequente
Un problema che capita spesso. Nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali: non è un caso reale dello studio.
Un pensionato di Fuorigrotta compra due diamanti per 20.000 euro in una filiale. Dopo cinque anni una perizia indipendente indica un valore molto più basso. Porta in studio contratti, certificati e perizia.
Domande frequenti
Serve una perizia?
Quasi sempre. Un valutatore indipendente dice quanto vale la pietra.
Il risultato è sicuro?
No. Dipende dai documenti e da cosa è stato detto al momento dell’acquisto.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Il primo incontro è in italiano; se parli inglese, in videochiamata Google Meet da computer attiviamo la traduzione automatica italiano-inglese.
Prenota una consulenza · Scrivici su WhatsApp · Chiamaci al 347 5264190
Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Fonte: ACF della Consob (acf.consob.it), consultata il 10.10.2026. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
Approfondimenti
Pagina principale della materia: Banche e prodotti finanziari: tutte le guide e come contattare lo studio →
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Reclamo scritto alla banca, con richiesta di restituzione.
- Causa civile, se il reclamo non basta.
Quale conviene di solito e perché
Di solito si parte dal reclamo scritto, dopo aver messo in ordine contratti, brochure e messaggi e dopo aver ottenuto una perizia indipendente. L’articolo dice che l’arbitro della Consob (ACF) esclude i diamanti da investimento, quindi quella via non è disponibile. Se il reclamo non basta, si valuta la causa civile. Il risultato non è sicuro: dipende dai documenti e da cosa è stato detto all’acquisto.
Cosa fare subito
- Raccogli contratto con la banca, contratto con la società venditrice, brochure e messaggi.
- Fai valutare la pietra da un valutatore indipendente.
- Non vendere in fretta e non firmare rinunce senza leggerle.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Scrivi chi ti ha presentato l’acquisto e con quali parole: serve per ricostruire le informazioni ricevute.
- Conserva certificato della pietra, fattura e ogni comunicazione della banca.
- Prima di accettare offerte di acquisto «a buon prezzo», chiedi un parere.
Lo studio ti segue anche a distanza, con documenti online, e ti dà un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano; riceviamo a Napoli, Roma e Bari su appuntamento.