Guida · Famiglia e pensioni
Pensione di reversibilità all’ex coniuge divorziato: quando spetta e come si chiede
Avv. Renato Giuseppe Fiorentino · Ordine degli Avvocati di Napoli · Pubblicato il 10 ottobre 2026 · Lettura 3 min
In 30 secondi
Dopo il divorzio, l’ex coniuge può avere diritto a una quota della pensione di reversibilità, a precise condizioni. Di solito serve che riceva un assegno divorzile e che non si sia risposato. Se c’è un nuovo coniuge, il giudice divide la pensione tra i due.
Il matrimonio è finito da anni, ma il legame economico può durare. Alla morte dell’ex, la pensione può passare in parte a chi era stato coniuge.
Condizioni da verificare
- sentenza di divorzio e assegno divorzile riconosciuto;
- nessun nuovo matrimonio dell’ex coniuge superstite;
- rapporto di lavoro dell’ex iniziato prima del divorzio;
- durata del matrimonio e rapporti economici nel tempo.
La domanda e la divisione
Si presenta domanda all’ente previdenziale. Se c’è anche un coniuge superstite, il tribunale decide come ripartire la pensione, guardando soprattutto la durata dei due matrimoni. Per questo è utile raccogliere sentenze, atti di matrimonio e documenti sull’assegno.
Caso frequente
Un problema che capita spesso. Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Una signora di Marano di Napoli ha divorziato venti anni fa e riceve un assegno dall’ex marito. L’uomo muore. Lei non sa se può avere parte della pensione e se la nuova moglie dell’ex potrà opporsi. Raccoglie sentenza di divorzio e ricevute dell’assegno.
Come ti assiste lo studio
Lo studio esamina i documenti, spiega le strade possibili con rischi e costi per iscritto e ti assiste nella domanda e in giudizio. Riceve su appuntamento a Napoli (Piazza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma (Via Giorgio Ribotta 21) e a Bari (Corso Giuseppe Mazzini 61). Con la consulenza a distanza assiste persone di tutta Italia.
Domande frequenti
E se ricevevo l’assegno in un’unica somma?
Cambia la valutazione. Serve un esame della sentenza.
C’è un termine per la domanda?
Conviene presentarla presto. Verifica i termini con un avvocato.
Il tuo ex coniuge è morto?
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Contenuto informativo, non è un parere legale. Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Presentare la domanda all’ente previdenziale.
- Se c’è anche un coniuge superstite, rivolgerti al tribunale per la ripartizione della pensione.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso. Il punto di partenza è la domanda all’ente, presentata presto. Contano l’assegno divorzile riconosciuto, l’assenza di un nuovo matrimonio e la durata dei due matrimoni. Se c’è un nuovo coniuge, è il tribunale a decidere come dividere la pensione.
Cosa fare subito
- Raccogli la sentenza di divorzio e le ricevute dell’assegno.
- Procurati gli atti di matrimonio.
- Verifica i termini con un avvocato prima di presentare la domanda.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Controlla nella sentenza di divorzio come è stato stabilito l’assegno: se periodico o in unica somma cambia la valutazione.
- Metti in ordine le date: divorzio, eventuali nuove nozze, inizio del rapporto di lavoro dell’ex.
- Non aspettare: presenta la domanda appena possibile.
Lo studio ti segue anche a distanza, con documenti online, e ti dà un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano; riceviamo a Napoli, Roma e Bari su appuntamento.