- Chi ha perso soldi in una truffa viene spesso ricontattato da finti «recuperatori».
- La Consob invita a diffidare di chi promette il recupero del denaro già investito.
- La strada seria passa da banca, denuncia e un avvocato, senza anticipi miracolosi.
Come funziona la seconda truffa
Dopo la perdita, qualcuno ti scrive o ti telefona. Dice di avere trovato i tuoi soldi e di poterli riavere.
Chiede una «commissione», una tassa o un deposito per sbloccare la somma. Poi sparisce o chiede altro.
Come riconoscerla
Ti contatta lui per primo, senza che tu l’abbia cercato.
Promette un risultato sicuro. Nessun professionista serio può farlo.
Chiede soldi in anticipo con bonifico, carte prepagate o criptovalute.
Usa il nome di un’autorità o di uno studio legale vero.
Cosa si può fare davvero
Avvisa la banca appena puoi: a volte un bonifico recente si può bloccare. Fai denuncia con tutte le prove. Poi un avvocato valuta chi ha l’obbligo di risarcire: chi ha gestito il denaro, un intermediario, una banca che non ha controllato.
Ogni caso è diverso e il risultato non è garantito.
Cosa non fare
Non pagare anticipi a sconosciuti. Non dare codici, password o accesso al tuo computer. Non rispondere a chi minaccia o mette fretta.
Caso frequente
Un problema che capita spesso. Nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali: non è un caso reale dello studio.
Una signora di Fuorigrotta ha perso una somma in una finta piattaforma. Due mesi dopo riceve un messaggio: «Abbiamo ritrovato il tuo denaro, versa 500 euro per le spese». Non paga e chiede un parere a un avvocato.
Domande frequenti
Un avvocato può promettermi il recupero?
No. Il codice deontologico vieta promesse di risultato. Si può solo valutare la strada più adatta.
È utile denunciare anche se i soldi sono all’estero?
Sì. La denuncia è il punto di partenza per ogni azione successiva.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Il primo incontro è in italiano; se parli inglese, in videochiamata Google Meet da computer attiviamo la traduzione automatica italiano-inglese.
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Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Fonti: Consob (consob.it) e Arbitro Bancario Finanziario (arbitrobancariofinanziario.it), consultate il 10.10.2026. Testo redatto con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
Approfondimenti
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Avvisare subito la banca: a volte un bonifico recente si può bloccare.
- Fare denuncia con tutte le prove.
- Far valutare a un avvocato chi ha l’obbligo di risarcire: chi ha gestito il denaro, un intermediario, una banca che non ha controllato.
Quale conviene di solito e perché
Di solito si parte dalla banca e dalla denuncia, perché sono i passi che l’articolo indica come punto di partenza. Poi l’avvocato valuta le responsabilità. Ogni caso è diverso e il risultato non è garantito.
Cosa fare subito
- Avvisa la banca appena puoi.
- Raccogli le prove e presenta denuncia.
- Non pagare anticipi a sconosciuti né dare codici, password o accesso al computer.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
Alcuni consigli generali:
- Diffida di chi ti contatta per primo e promette un risultato sicuro.
- Conserva messaggi, numeri e ricevute di ogni contatto: servono per la denuncia.
- Per le informazioni aggiornate consulta il sito della Consob.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online, e un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano. Ci sono sedi a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.