Quando un familiare muore in un incidente stradale, la legge riconosce ai congiunti un risarcimento, che si chiede di norma all’assicurazione del responsabile. Non restituisce ciò che si è perso, ma tutela chi resta. Questa guida spiega chi può chiederlo, quali voci di danno esistono, entro quando agire e in che ordine muoversi.
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Possono chiedere il risarcimento i familiari stretti (coniuge, figli, genitori, fratelli e, in alcuni casi, altri conviventi o parenti con un legame effettivo). Le voci principali sono il danno per la perdita del rapporto con la persona cara, il danno economico se contribuiva al mantenimento, le spese funerarie e, in certi casi, il danno subìto dalla vittima prima di morire. I termini sono brevi: conviene rivolgersi a un avvocato subito, anche mentre è in corso il procedimento penale.
Aggiornato il 14 ottobre 2026.
Chi può chiedere il risarcimento
Il diritto spetta ai familiari più vicini: coniuge o unito civilmente, figli, genitori, fratelli e sorelle. La giurisprudenza ammette anche il convivente di fatto e, in presenza di un legame reale e stabile, altri parenti come i nonni e i nipoti. Conta il rapporto vissuto, non solo il grado di parentela, e va dimostrato con documenti e testimonianze.
Quali danni si risarciscono
- Perdita del rapporto parentale: è il danno non patrimoniale dei familiari per la perdita della persona cara. Per quantificarlo i tribunali usano tabelle (tra le più diffuse quelle di Milano), che considerano età, convivenza e composizione del nucleo familiare.
- Danno patrimoniale: se la vittima contribuiva al reddito della famiglia, si può chiedere la perdita di quel sostegno economico.
- Spese funerarie e spese sostenute: funerale, sepoltura, eventuali spese mediche precedenti al decesso, se documentate.
- Danno della vittima prima del decesso: se la persona è sopravvissuta per un periodo, i suoi eredi possono chiedere il danno che ha subìto in quel tempo. Dipende dalla durata e dalla consapevolezza della sofferenza, e si valuta caso per caso. Per i diritti degli eredi vedi cosa fare nei primi mesi dopo la morte di un genitore.
Gli importi non sono uguali per tutti e non esiste una cifra fissa: dipendono dalle tabelle usate dal giudice, dalla situazione della famiglia e dalle prove. Chiunque prometta una somma prima di aver visto i documenti non sta dando un’informazione affidabile.
Contro chi si agisce
Di norma contro l’assicurazione del veicolo responsabile, che risponde anche direttamente verso i danneggiati. Se il veicolo è sconosciuto, non assicurato o rubato, interviene il Fondo di garanzia per le vittime della strada: vedi auto pirata o non assicurata. Se la vittima era un pedone, un ciclista o un passeggero, il percorso è lo stesso, con regole specifiche sulla responsabilità.
Termini e procedura
Il termine ordinario per chiedere il risarcimento da fatto illecito è di due anni (art. 2947 c.c.). Se il fatto è anche reato, come nell’omicidio stradale (art. 589-bis c.p.), può applicarsi il termine più lungo previsto per il reato. Non conviene affidarsi a questa eccezione: il calcolo si fa sui documenti, e il termine va tenuto sotto controllo fin dall’inizio.
In sintesi: si invia all’assicurazione una richiesta di risarcimento, con i documenti; l’impresa ha tempi per rispondere con un’offerta (la legge prevede termini di 60 o 90 giorni a seconda dei casi). Se l’offerta manca o è insufficiente, prima di un’eventuale causa civile è previsto un passaggio obbligatorio di negoziazione assistita: vedi la guida alla negoziazione assistita. I passaggi generali sono nella guida passo passo.
Processo penale e parte civile
Dopo un incidente mortale di norma si apre un procedimento penale. I familiari possono costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento nello stesso processo, oppure agire in sede civile separatamente. La scelta cambia tempi e strategia, e va fatta con il difensore prima di certe fasi del processo. Gli atti penali (verbale di polizia, perizie, consulenze) sono anche la prova principale nella richiesta all’assicurazione.
Caso frequente
Esempio descritto in termini generali: nomi, luoghi e importi non si riferiscono a persone o casi reali.
Un uomo che mantiene moglie e due figli muore in un incidente causato da un altro conducente. L’assicurazione contatta subito la vedova e propone una somma «a saldo». La famiglia non aveva ancora raccolto gli atti del procedimento penale né calcolato la perdita del reddito. Firmare quella quietanza avrebbe chiuso ogni pretesa. Prima di accettare qualunque proposta conviene far valutare le voci di danno.
Documenti da raccogliere
- Certificato di morte e stato di famiglia.
- Verbale delle forze dell’ordine e dati del veicolo e dell’assicurazione.
- Documentazione medica e, se disposta, relazione di autopsia.
- Redditi della vittima e dei familiari, per il danno economico.
- Fatture e ricevute delle spese funerarie.
Domande frequenti
Posso chiedere il risarcimento se la vittima aveva in parte torto?
Sì, ma l’importo può ridursi in proporzione alla responsabilità attribuita alla vittima. Va valutato sugli atti.
Serve aspettare la fine del processo penale?
Non necessariamente. Si può trattare con l’assicurazione in parallelo, ma la scelta tra parte civile e causa separata va fatta con attenzione ai termini.
Il convivente non sposato ha diritto?
La giurisprudenza riconosce il danno al convivente di fatto quando il legame stabile è dimostrato. Contano durata, vita in comune e prove.
Quanto dura il percorso?
Dipende: una definizione con l’assicurazione può richiedere mesi, una causa civile o il processo penale anni. Nessuno può garantire tempi e importi.
Pagina principale della materia: Guide legali, indice per materia
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
Accettare l’offerta dell’assicurazione; trattare con un avvocato; costituirsi parte civile nel penale; fare causa civile separata.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene non firmare nulla prima di aver raccolto gli atti e valutato tutte le voci di danno, poi trattare con l’assicurazione e, se non basta, scegliere tra parte civile e causa civile in base ai tempi del processo penale. Accettare presto una somma «a saldo» chiude le pretese e non si può correggere dopo.
Cosa fare subito
Conservare tutti i documenti, annotare la data dell’incidente per controllare i termini e non firmare quietanze.
Non è una promessa di esito: ogni caso va valutato sui documenti.
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Fonti: Normattiva, Corte di Cassazione. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.