L’inquilino che non riesce più a pagare l’affitto per una perdita o riduzione del reddito non dipendente da lui può chiedere al proprio Comune un contributo del Fondo per la morosità incolpevole (art. 6, comma 5, del d.l. 102/2013). Il contributo può servire a sanare il debito con il proprietario e a fermare lo sfratto. La domanda presuppone di regola uno sfratto per morosità già intimato con citazione per la convalida.
In 30 secondi
Il fondo per la morosità incolpevole aiuta l’inquilino che non paga per una perdita di reddito non dipendente da lui. La domanda si presenta al Comune, di regola dopo l’intimazione di sfratto. Per il 2026 e il 2027 la legge di bilancio ha previsto nuove risorse e un fondo rotativo dal 2027.
Da ricordare
ISEE non superiore a 26.000 euro
12.000 euro
l. 30 dicembre 2025, n. 199
2 milioni di euro
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Cosa si intende per morosità incolpevole?
È l’impossibilità di pagare il canone per una perdita o consistente riduzione della capacità di reddito del nucleo familiare. Le cause indicate nei bandi comunali sono, ad esempio:
- licenziamento o mancato rinnovo di un contratto di lavoro;
- cassa integrazione o riduzione dell’orario;
- cessazione di un’attività professionale o d’impresa;
- malattia grave o decesso di un componente che contribuiva al reddito.
Quali sono i requisiti principali?
I requisiti sono fissati dai criteri ministeriali e dai bandi regionali e comunali. Di regola si chiedono:
- un reddito ISEE non superiore a 26.000 euro;
- uno sfratto per morosità con atto di intimazione e citazione per la convalida;
- un contratto di locazione registrato e la residenza nell’alloggio da almeno un anno;
- l’assenza di altri immobili adeguati nella stessa provincia.
I dettagli cambiano da un territorio all’altro. Conviene sempre leggere il bando del proprio Comune.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaA cosa serve il contributo?
Il contributo può essere usato per:
Il contributo massimo indicato nei criteri ministeriali è di 12.000 euro.
Ci sono fondi disponibili nel 2026?
La legge di bilancio 2025 (l. 207/2024) ha rifinanziato il Fondo per il biennio 2025-2026. La legge di bilancio 2026 (l. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 908) ha stanziato altri 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. La stessa legge (commi 759-761) ha istituito un nuovo fondo rotativo per la morosità incolpevole, con 5 milioni di euro l’anno dal 2027 al 2031. Le somme arrivano ai Comuni tramite le Regioni, con tempi diversi.
Cosa cambia per il proprietario?
Il proprietario non è obbligato ad accettare il contributo. Se lo accetta e rinuncia allo sfratto, recupera tutto o parte dei canoni senza attendere l’esecuzione. Nella trattativa conviene mettere per iscritto rinuncia, importi e tempi di pagamento.
Domande frequenti
DCosa si intende per morosità incolpevole?
RÈ l'impossibilità di pagare il canone per una perdita o consistente riduzione della capacità di reddito del nucleo familiare. Le cause indicate nei bandi comunali sono, ad esempio: licenziamento o mancato rinnovo di un contratto di lavoro; cassa integrazione o riduzione dell'orario; cessazione di un'attività professionale o d'impresa.
DQuali sono i requisiti principali?
RI requisiti sono fissati dai criteri ministeriali e dai bandi regionali e comunali. Di regola si chiedono: un reddito ISEE non superiore a 26.000 euro; uno sfratto per morosità con atto di intimazione e citazione per la convalida; un contratto di locazione registrato e la residenza nell'alloggio da almeno un anno.
DA cosa serve il contributo?
RIl contributo può essere usato per: sanare la morosità, se il proprietario rinuncia allo sfratto; pagare i canoni di un periodo di differimento dell'esecuzione dello sfratto, se il proprietario lo accetta; versare il deposito cauzionale o le prime mensilità di un nuovo contratto, anche a canone concordato.
DCi sono fondi disponibili nel 2026?
RLa legge di bilancio 2025 (l. 207/2024) ha rifinanziato il Fondo per il biennio 2025-2026. La legge di bilancio 2026 (l. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 908) ha stanziato altri 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Guide collegate
Tutte le guide: Diritto immobiliare e condominio →
In sintesi
Il fondo per la morosità incolpevole aiuta l’inquilino che non paga per una perdita di reddito non dipendente da lui. La domanda si presenta al Comune, di regola dopo l’intimazione di sfratto. Per il 2026 e il 2027 la legge di bilancio ha previsto nuove risorse e un fondo rotativo dal 2027.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 10 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
Pagina principale della materia: Casa, immobili e condominio: tutte le guide e come contattare lo studio →
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- La domanda di contributo al Comune, se la morosità nasce da una perdita o riduzione del reddito.
- Un accordo scritto con il proprietario, che rinuncia allo sfratto o accetta un differimento.
- La lettura del bando del proprio Comune, perché i dettagli cambiano da un territorio all’altro.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene unire le due strade: la domanda al Comune e una trattativa con il proprietario. Il contributo può servire a sanare la morosità se il proprietario rinuncia allo sfratto, e il proprietario recupera tutto o parte dei canoni senza attendere l’esecuzione. Il proprietario però non è obbligato ad accettare: dipende dal caso.
Cosa fare subito
- Leggi il bando del tuo Comune e verifica i requisiti, tra cui l’ISEE.
- Raccogli contratto registrato, atto di intimazione e documenti che provano la perdita di reddito.
- Metti per iscritto con il proprietario rinuncia, importi e tempi di pagamento.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Non aspettare l’esecuzione: la domanda al Comune presuppone di regola lo sfratto già intimato.
- Conserva il contratto registrato e i documenti sulla perdita di reddito.
- Se il proprietario accetta, fai mettere per iscritto rinuncia, importi e tempi.
Lo studio lavora così: consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online; preventivo scritto prima dell’incarico; primo incontro in italiano; sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.