Guida · Famiglia
Mantenimento dei figli maggiorenni: quando finisce l’obbligo dei genitori
Avv. Renato Giuseppe Fiorentino · Ordine degli Avvocati di Napoli · Pubblicato il 10 ottobre 2026 · Lettura 4 min
In 30 secondi
Il mantenimento non finisce di colpo ai 18 anni. Dura finché il figlio non è in grado di mantenersi, se non resta inerte per sua scelta. Con l’età e con studi finiti o rifiutati di lavorare, l’obbligo può ridursi o cessare. Serve una richiesta al giudice per modificarlo.
Un figlio di 28 anni vive a casa e non lavora. Il padre paga ancora l’assegno alla madre. È giusto? La risposta dipende dai fatti.
Cosa guarda il giudice
- l’età del figlio e il percorso di studi;
- gli sforzi fatti per trovare un lavoro;
- se ha rifiutato offerte adeguate;
- le condizioni economiche dei genitori;
- se il figlio vive ancora in famiglia.
Come si chiede la modifica
Chi paga non deve smettere da solo: il rischio è un decreto ingiuntivo o un pignoramento. Va chiesta al giudice la revoca o la riduzione dell’assegno. Si portano prove su lavoro, studi e reddito del figlio. Il pagamento diretto al figlio può essere una soluzione.
Caso frequente
Un problema che capita spesso. Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
Un padre di Pozzuoli, in provincia di Napoli, paga da anni un assegno per il figlio di 27 anni, laureato da tempo. Il ragazzo ha rifiutato due offerte di lavoro. Il padre raccoglie le prove e chiede a un avvocato come ottenere la revoca senza rischiare un pignoramento.
Come ti assiste lo studio
Lo studio esamina il caso, spiega le strade possibili con rischi e costi per iscritto e ti assiste nel ricorso o nell’accordo. Riceve su appuntamento a Napoli (Piazza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma (Via Giorgio Ribotta 21) e a Bari (Corso Giuseppe Mazzini 61). Con la consulenza a distanza assiste persone di tutta Italia.
Domande frequenti
Esiste un’età limite?
No, una soglia fissa non c’è. Contano i fatti del caso.
Posso smettere di pagare subito?
Sconsigliato: conviene chiedere prima la modifica al giudice.
Guide collegate: Tutte le guide legali
Hai dubbi sull’assegno per i figli?
Contenuto informativo, non è un parere legale. Testo preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la responsabilità dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino.
Pagina principale della materia: Separazione e divorzio a Napoli: tutte le guide e come contattare lo studio →
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Chiedere al giudice la revoca o la riduzione dell’assegno.
- Concordare il pagamento diretto al figlio.
- Continuare a pagare, se i fatti non giustificano la modifica.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso: non c’è una soglia di età fissa. Contano studi, sforzi per trovare lavoro, offerte rifiutate e condizioni dei genitori. Smettere da soli è sconsigliato, perché il rischio è un decreto ingiuntivo o un pignoramento. Il pagamento diretto al figlio può essere una soluzione.
Cosa fare subito
- Continua a pagare finché il giudice non decide.
- Raccogli prove su lavoro, studi e reddito del figlio.
- Valuta con un avvocato la richiesta di modifica.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Tieni traccia delle offerte di lavoro e dei percorsi di studio del figlio, con date e documenti.
- Evita di sospendere il pagamento per conto tuo: prima la richiesta al giudice.
- Verifica se vive ancora in famiglia e con quali redditi: sono dati che il giudice guarda.
Lo studio fa consulenza anche a distanza, con documenti inviati online, e ti dà un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro è in italiano; le sedi di Napoli, Roma e Bari ricevono su appuntamento.