Il trasferimento di aziende o partecipazioni a discendenti e coniuge, per donazione, patto di famiglia o successione, è esente dall’imposta di successione e donazione. Servono condizioni: per l’azienda, la prosecuzione dell’attività per almeno cinque anni; per le quote di società di capitali, l’acquisizione o integrazione del controllo per lo stesso periodo. Se le condizioni vengono meno, l’imposta è dovuta con sanzioni e interessi.
In 30 secondi
Azienda e quote passano ai figli senza imposta di donazione se l’attività o il controllo proseguono per cinque anni. Se il vincolo non è rispettato, l’imposta torna dovuta con sanzioni. Il patto di famiglia permette di regolare subito i rapporti con gli altri figli.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Quali strumenti si possono usare?
- la donazione dell’azienda o delle quote;
- il patto di famiglia (artt. 768-bis e seguenti c.c.), che coinvolge il coniuge e gli altri legittimari;
- il testamento, con effetto alla morte.
La scelta dipende dalla composizione della famiglia, dalla presenza di figli non interessati all’impresa e dai beni da equilibrare.
Quali sono le condizioni dell'esenzione?
La regola nasce dall’art. 3, comma 4-ter, d.lgs. 346/1990, modificato dal d.lgs. 139/2024. In sintesi:
azienda o ramo d'azienda
quote di società di capitali
quote di società di persone
Nell’atto i beneficiari devono dichiarare l’impegno a rispettare queste condizioni.
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaCosa è cambiato dal 1° gennaio 2026?
Dal 1° gennaio 2026 la disciplina dell’imposta di successione e donazione è confluita nel Testo unico dei tributi indiretti (d.lgs. 1 agosto 2025, n. 123). Prima di stipulare va verificato il testo vigente della norma di esenzione nel nuovo Testo unico.
Cosa succede se un figlio vende prima dei cinque anni?
L’esenzione viene meno: si paga l’imposta nella misura ordinaria, con la sanzione prevista e gli interessi. Anche la cessione del controllo o la chiusura dell’attività prima del termine fanno decadere dal beneficio.
E gli altri figli?
Le donazioni d’azienda contano nella legittima degli altri figli. Il patto di famiglia serve proprio a regolare subito i conti con loro: chi riceve l’azienda liquida gli altri legittimari, se non vi rinunciano, e quanto ricevuto non è soggetto a collazione né a riduzione.
Un caso
Un imprenditore di Marcianise, titolare di una srl nel settore della logistica, vuole lasciare la guida al figlio che lavora in azienda. Ha anche una figlia che fa un altro lavoro. Con il commercialista e il notaio valuta un patto di famiglia: trasferisce al figlio la quota di controllo e il figlio liquida la sorella. Il figlio si impegna a mantenere il controllo per cinque anni per beneficiare dell’esenzione.
Riferimenti normativi
- Art. 3, comma 4-ter, d.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, come modificato dal d.lgs. 18 settembre 2024, n. 139
- D.lgs. 1 agosto 2025, n. 123 (Testo unico dei tributi indiretti, dal 1° gennaio 2026)
- Artt. 768-bis e seguenti c.c. (patto di famiglia)
- Art. 2359 c.c. (società controllate)
Quando chiedere una consulenza
Il passaggio generazionale richiede tempo: valutazioni dell’azienda, accordi con gli altri figli, adempimenti fiscali. Rinviarlo espone l’impresa al rischio di una successione improvvisa, con quote divise tra eredi non d’accordo. Lo studio collabora con il commercialista dell’impresa e con il notaio. Riceve su appuntamento a Napoli, Roma e Bari e anche in videochiamata.
Domande frequenti
DQuali strumenti si possono usare?
RLa donazione dell'azienda o delle quote; il patto di famiglia (artt. 768-bis e seguenti c.c.), che coinvolge il coniuge e gli altri legittimari; il testamento, con effetto alla morte.
DQuali sono le condizioni dell'esenzione?
RLa regola nasce dall'art. 3, comma 4-ter, d.lgs. 346/1990, modificato dal d.lgs. 139/2024. In sintesi: azienda o ramo d'azienda: i beneficiari devono proseguire l’attività per almeno cinque anni; quote di società di capitali: i beneficiari devono acquisire o integrare il controllo (art. 2359 c.c.) e mantenerlo per cinque anni; quote di società di persone: rileva la titolarità per cinque anni.
DCosa è cambiato dal 1° gennaio 2026?
RDal 1° gennaio 2026 la disciplina dell'imposta di successione e donazione è confluita nel Testo unico dei tributi indiretti (d.lgs. 1 agosto 2025, n. 123). Prima di stipulare va verificato il testo vigente della norma di esenzione nel nuovo Testo unico.
DCosa succede se un figlio vende prima dei cinque anni?
RL'esenzione viene meno: si paga l’imposta nella misura ordinaria, con la sanzione prevista e gli interessi. Anche la cessione del controllo o la chiusura dell’attività prima del termine fanno decadere dal beneficio.
Guide collegate
Divisione ereditaria: la guida completa →Tutte le guide: Successioni e donazioni →
In sintesi
Azienda e quote passano ai figli senza imposta di donazione se l’attività o il controllo proseguono per cinque anni. Se il vincolo non è rispettato, l’imposta torna dovuta con sanzioni. Il patto di famiglia permette di regolare subito i rapporti con gli altri figli.
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche senza venire in studio: la consulenza si svolge a distanza, con i documenti inviati online, per telefono, su WhatsApp o in videochiamata dal computer. Sedi a Napoli, Roma e Bari.
Fonti ufficiali
- D.lgs. 31.10.1990 n. 346, art. 3 – Normattiva
- Codice civile, art. 768-bis – Normattiva
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione di successione
- Agenzia delle Entrate – Successioni: normativa e prassi
- Ministero della Giustizia – Mediazione civile
- Normattiva – il portale della legge vigente
- Corte Suprema di Cassazione
- Gazzetta Ufficiale
Contenuto informativo aggiornato l’11 ottobre 2026. Non costituisce parere legale.
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Come si trasferiscono le quote della srl dal padre al figlio
Aggiornato l’11 ottobre 2026. Molti arrivano su questa guida cercando come passare le quote di una società al figlio. Ecco i passaggi, in breve.
- Donazione o vendita? Il padre può donare le quote al figlio o venderle. Con la donazione il figlio non paga un prezzo, ma la donazione conta nel calcolo della legittima degli altri figli e, dopo la morte del padre, può essere ridotta. Con la vendita il figlio paga un prezzo, che deve essere reale.
- L’atto. Nella srl il trasferimento delle quote si fa con un atto che poi viene depositato al Registro delle imprese (art. 2470 c.c.). Di solito si fa dal notaio. Dal deposito l’atto vale verso la società.
- Lo statuto. Controlla se contiene clausole di prelazione o di gradimento: possono richiedere il consenso degli altri soci o dare a loro il diritto di comprare per primi. Ne parliamo nella guida su prelazione e gradimento nello statuto di srl.
- Le imposte. Il passaggio ai discendenti può essere esente da imposta di donazione se il controllo prosegue per cinque anni, come spiegato qui sopra. Servono dichiarazioni precise nell’atto.
- Il patto di famiglia. Se ci sono più figli, il patto di famiglia (art. 768-bis c.c.) permette di assegnare l’azienda o le quote a uno, con una liquidazione agli altri, evitando liti dopo la morte del padre.
Questo schema vale in generale: per il tuo caso conta come è fatto lo statuto e quali sono gli altri eredi.
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- La donazione dell’azienda o delle quote.
- Il patto di famiglia, che coinvolge il coniuge e gli altri legittimari.
- Il testamento, con effetto alla morte.
Quale conviene di solito e perché
Dipende dal caso: la scelta dipende dalla composizione della famiglia, dalla presenza di figli non interessati all’impresa e dai beni da equilibrare. Se ci sono altri figli, il patto di famiglia serve proprio a regolare subito i conti con loro, perché chi riceve l’azienda liquida gli altri legittimari. Qualunque strada scegli, l’esenzione richiede cinque anni di prosecuzione dell’attività o del controllo.
Cosa fare subito
- Fai valutare l’azienda e confrontati con commercialista e notaio.
- Verifica nel Testo unico vigente la norma di esenzione prima di stipulare.
- Fai dichiarare nell’atto l’impegno dei beneficiari a rispettare le condizioni e segna i cinque anni.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Prima di stipulare, fai valutare l’azienda e confrontati con commercialista e notaio: l’esenzione dipende da condizioni da rispettare per cinque anni.
- Controlla nel Testo unico vigente la norma di esenzione, come ricorda l’articolo.
- Se hai più figli, valuta fin dall’inizio come regolare i rapporti con quelli che non proseguono l’attività.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con i documenti inviati online, e ti consegna un preventivo scritto prima dell’incarico. Il primo incontro si svolge in italiano; ricevo su appuntamento a Napoli, Roma e Bari.