Sì. Con la sentenza n. 20805 del 23 luglio 2025 le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, se la domanda è respinta del tutto, il valore della causa ai fini delle spese è la somma indicata in citazione. La clausola “o la maggiore o minore somma ritenuta di giustizia” non rende la causa di valore indeterminabile. Chi chiede importi molto alti, quindi, se perde paga spese calcolate su quell’importo.
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Se la domanda è respinta, le spese si calcolano sulla somma chiesta in citazione, anche se accompagnata dalla formula “maggiore o minore somma”. È un motivo in più per quantificare le domande con prudenza e documenti. Chi si difende da richieste sproporzionate ne trae una tutela più concreta.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Qual era il problema?
Negli atti di citazione è frequente chiedere una cifra precisa aggiungendo “oltre la maggiore o minore somma ritenuta di giustizia”. Esistevano due orientamenti:
- per il primo, la clausola rendeva la causa di valore indeterminabile, con uno scaglione di tariffa più basso;
- per il secondo, contava la somma indicata, salvo che lo scaglione indeterminabile fosse più favorevole.
Cosa hanno deciso le Sezioni Unite?
La clausola di stile non “neutralizza” la cifra chiesta. Le Sezioni Unite hanno osservato che:
La regola vale per il rigetto integrale. Se la domanda è accolta solo in parte, le spese si calcolano di regola sulla somma effettivamente riconosciuta (art. 5 del d.m. 55/2014).
Hai un caso simile? Puoi sottoporre i documenti allo Studio per una valutazione.
Richiedi una consulenzaIl principio vale anche per le cause già in corso?
Sì. Le Sezioni Unite interpretano norme già vigenti e i giudici di merito lo applicano anche alle cause iniziate prima del 2025. Nelle corti d’appello si vedono già sentenze che hanno aumentato la liquidazione delle spese di primo grado in base a questo principio.
Che cosa comporta per chi fa causa?
- Indicare somme realistiche e documentate, non cifre “a effetto”.
- Considerare che, in caso di rigetto, le spese della controparte possono essere elevate.
- Valutare la condanna per lite temeraria (art. 96 c.p.c.), se la domanda è proposta con malafede o colpa grave.
E per chi viene citato in giudizio?
Chi si difende da una richiesta di risarcimento elevata e ottiene il rigetto può chiedere la liquidazione delle spese sulla somma indicata dall’attore. È utile evidenziarlo nelle conclusioni e nella nota spese.
Conviene impugnare una liquidazione basata sul vecchio orientamento?
Dopo la pronuncia delle Sezioni Unite, un’impugnazione fondata sulla tesi del valore indeterminabile ha poche basi. Prima di proporre appello o ricorso in Cassazione su questo solo punto conviene valutare costi, contributo unificato e rischio di ulteriori spese.
Domande frequenti
DQual era il problema?
RNegli atti di citazione è frequente chiedere una cifra precisa aggiungendo "oltre la maggiore o minore somma ritenuta di giustizia". Esistevano due orientamenti: per il primo, la clausola rendeva la causa di valore indeterminabile, con uno scaglione di tariffa più basso; per il secondo, contava la somma indicata, salvo che lo scaglione indeterminabile fosse più favorevole.
DCosa hanno deciso le Sezioni Unite?
RLa clausola di stile non "neutralizza" la cifra chiesta. Le Sezioni Unite hanno osservato che: la somma indicata orienta l'impegno difensivo della controparte; la tesi opposta consentirebbe di proporre domande sproporzionate senza rischi sulle spese; si applica lo scaglione corrispondente alla somma chiesta, se più favorevole alla parte che ha avuto ragione rispetto a quello del valore indeterminabile.
DIl principio vale anche per le cause già in corso?
RSì. Le Sezioni Unite interpretano norme già vigenti e i giudici di merito lo applicano anche alle cause iniziate prima del 2025. Nelle corti d'appello si vedono già sentenze che hanno aumentato la liquidazione delle spese di primo grado in base a questo principio.
DChe cosa comporta per chi fa causa?
RIndicare somme realistiche e documentate, non cifre "a effetto". Considerare che, in caso di rigetto, le spese della controparte possono essere elevate. Valutare la condanna per lite temeraria (art. 96 c.p.c.), se la domanda è proposta con malafede o colpa grave.
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In sintesi
Se la domanda è respinta, le spese si calcolano sulla somma chiesta in citazione, anche se accompagnata dalla formula “maggiore o minore somma”. È un motivo in più per quantificare le domande con prudenza e documenti. Chi si difende da richieste sproporzionate ne trae una tutela più concreta.
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Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 11 febbraio 2027. Non costituisce parere legale.