Il compenso del consulente tecnico d’ufficio (CTU) è dovuto in solido da tutte le parti del processo, anche da quella che vince la causa. Lo ha ribadito la Cassazione (sent. n. 28572 del 13 ottobre 2023): la consulenza è svolta nell’interesse comune delle parti. La ripartizione decisa nella sentenza vale solo nei rapporti interni tra le parti.
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Tutte le parti rispondono in solido del compenso del CTU, anche quella vittoriosa. Chi paga può poi recuperare la somma dalla parte condannata alle spese. Il decreto di liquidazione si contesta solo con l’opposizione dell’art. 170 del Testo unico spese di giustizia.
Da ricordare
trenta giorni
sei mesi
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Perché paga anche chi vince?
Il CTU è un ausiliario del giudice e lavora per l’accertamento della verità nell’interesse di tutti. Per questo il suo credito non segue la regola della soccombenza. La Cassazione lo afferma da tempo (sent. n. 25179 dell’8 novembre 2013). Il CTU può quindi chiedere l’intero compenso a una qualsiasi delle parti.
Il decreto di liquidazione è un titolo esecutivo?
Sì. Il decreto con cui il giudice liquida il compenso del CTU è titolo provvisoriamente esecutivo (art. 168 del d.P.R. 115/2002, Testo unico spese di giustizia). Il CTU può notificare il precetto e pignorare anche la parte che ha vinto la causa.
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Richiedi una consulenzaChi ha pagato il CTU può recuperare la somma?
Sì, dall’altra parte, secondo quanto stabilito dal giudice. Se la sentenza pone le spese di CTU a carico del soccombente, la parte vittoriosa che ha pagato può chiedergli il rimborso. La sentenza di condanna è il titolo per recuperare la somma.
Come si contesta il decreto di liquidazione?
L’unico rimedio è l’opposizione prevista dall’art. 170 del d.P.R. 115/2002. Si segue il rito semplificato di cognizione (art. 15 del d.lgs. 150/2011). La decisione non è appellabile. Si può contestare, ad esempio:
- l’importo eccessivo rispetto alle tabelle;
- il calcolo delle vacazioni;
- le spese non documentate.
Entro quando va proposta l'opposizione?
Il punto è cambiato con la riforma Cartabia. Prima il termine di trenta giorni decorreva dalla comunicazione della cancelleria. Dopo il d.lgs. 149/2022 si è affermata l’interpretazione per cui i trenta giorni decorrono dalla notificazione del decreto; senza notifica, il termine sarebbe di sei mesi. La questione non è ancora del tutto consolidata. Per prudenza conviene comunque agire entro trenta giorni dalla conoscenza del decreto.
Cosa conviene fare
Il CTU può essere pagato con un acconto?
Sì. Durante la consulenza il giudice può disporre un acconto sul compenso, di solito a carico della parte che ha chiesto la CTU o di entrambe. L’acconto non decide chi sosterrà alla fine la spesa. La ripartizione definitiva è stabilita nella sentenza.
Domande frequenti
DPerché paga anche chi vince?
RIl CTU è un ausiliario del giudice e lavora per l'accertamento della verità nell'interesse di tutti. Per questo il suo credito non segue la regola della soccombenza. La Cassazione lo afferma da tempo (sent. n. 25179 dell'8 novembre 2013). Il CTU può quindi chiedere l'intero compenso a una qualsiasi delle parti.
DIl decreto di liquidazione è un titolo esecutivo?
RSì. Il decreto con cui il giudice liquida il compenso del CTU è titolo provvisoriamente esecutivo (art. 168 del d.P.R. 115/2002, Testo unico spese di giustizia). Il CTU può notificare il precetto e pignorare anche la parte che ha vinto la causa.
DChi ha pagato il CTU può recuperare la somma?
RSì, dall'altra parte, secondo quanto stabilito dal giudice. Se la sentenza pone le spese di CTU a carico del soccombente, la parte vittoriosa che ha pagato può chiedergli il rimborso. La sentenza di condanna è il titolo per recuperare la somma.
DCome si contesta il decreto di liquidazione?
RL'unico rimedio è l'opposizione prevista dall'art. 170 del d.P.R. 115/2002. Si segue il rito semplificato di cognizione (art. 15 del d.lgs. 150/2011). La decisione non è appellabile. Si può contestare, ad esempio: l'importo eccessivo rispetto alle tabelle; il calcolo delle vacazioni; le spese non documentate.
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In sintesi
Tutte le parti rispondono in solido del compenso del CTU, anche quella vittoriosa. Chi paga può poi recuperare la somma dalla parte condannata alle spese. Il decreto di liquidazione si contesta solo con l’opposizione dell’art. 170 del Testo unico spese di giustizia.
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Contenuto informativo aggiornato il 2 marzo 2027. Non costituisce parere legale.