Con la distrazione delle spese il giudice ordina alla parte soccombente di pagare le spese di lite direttamente all’avvocato della parte vittoriosa (art. 93 c.p.c.). L’avvocato, detto “antistatario”, deve aver dichiarato di aver anticipato le spese e di non aver riscosso il compenso. Se la sentenza viene poi riformata, secondo la Cassazione a restituire le somme è l’avvocato che le ha incassate.
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Le spese distratte si pagano direttamente all’avvocato della parte vittoriosa. Il soccombente non può compensarle con crediti verso il cliente. Se la sentenza è riformata, per la Cassazione le spese vanno restituite dall’avvocato che le ha incassate.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
Come funziona la distrazione?
L’avvocato chiede la distrazione nel corso del giudizio. Il giudice la dispone nella sentenza che liquida le spese. Da quel momento nasce un rapporto diretto tra l’avvocato e la parte soccombente. Secondo la Cassazione (sent. n. 21070/2009), il difensore agisce per un diritto proprio e autonomo.
Il cliente vittorioso può incassare lui le spese?
Di regola no, finché la distrazione resta in piedi. Il cliente può chiedere la revoca della distrazione solo se dimostra di aver già pagato il proprio avvocato (art. 93, secondo comma, c.p.c.). La giurisprudenza richiede questa prova prima di revocare la distrazione.
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Richiedi una consulenzaIl soccombente può compensare con un suo credito verso il cliente?
No. La Cassazione (ord. n. 8436/2019) ha escluso che il soccombente possa opporre all’avvocato distrattario, in compensazione, un credito che vanta verso il cliente. Il credito dell’avvocato è autonomo rispetto ai rapporti tra le parti.
Chi restituisce se la sentenza viene riformata in appello?
La Cassazione ha affermato che il soggetto tenuto alla restituzione è il difensore distrattario (sent. n. 8215/2013). In pratica, chi ha pagato in base alla sentenza poi riformata chiede la restituzione all’avvocato che ha incassato.
La restituzione riguarda solo le spese di lite pagate all’avvocato. Il capitale e gli interessi pagati alla parte vanno chiesti alla parte.
L'avvocato distrattario deve partecipare all'appello?
Solo in alcuni casi. Secondo la Cassazione (sent. n. 22140 del 14 ottobre 2020), il difensore distrattario diventa parte dell’impugnazione solo se:
- la sentenza non ha deciso sulla distrazione o l’ha respinta;
- l’appello contesta proprio la pronuncia di distrazione.
Se l’appello riguarda solo l’importo delle spese, la legittimazione spetta alla parte assistita.
Cosa conviene fare
- Chi paga: verificare nel dispositivo a favore di chi sono distratte le spese e pagare a lui.
- Chi riceve: conservare le quietanze separate per spese e capitale.
- Chi appella: chiedere la restituzione indicando correttamente anche l’avvocato distrattario.
La distrazione vale anche per le spese contro la pubblica amministrazione?
Sì. La distrazione può essere disposta anche quando il soccombente è un ente pubblico o un’agenzia. In quel caso l’avvocato distrattario chiede il pagamento direttamente all’ente, spesso con un invito al pagamento che indica i propri dati fiscali e bancari.
Domande frequenti
DCome funziona la distrazione?
RL'avvocato chiede la distrazione nel corso del giudizio. Il giudice la dispone nella sentenza che liquida le spese. Da quel momento nasce un rapporto diretto tra l'avvocato e la parte soccombente. Secondo la Cassazione (sent. n. 21070/2009), il difensore agisce per un diritto proprio e autonomo.
DIl cliente vittorioso può incassare lui le spese?
RDi regola no, finché la distrazione resta in piedi. Il cliente può chiedere la revoca della distrazione solo se dimostra di aver già pagato il proprio avvocato (art. 93, secondo comma, c.p.c.). La giurisprudenza richiede questa prova prima di revocare la distrazione.
DIl soccombente può compensare con un suo credito verso il cliente?
RNo. La Cassazione (ord. n. 8436/2019) ha escluso che il soccombente possa opporre all'avvocato distrattario, in compensazione, un credito che vanta verso il cliente. Il credito dell’avvocato è autonomo rispetto ai rapporti tra le parti.
DChi restituisce se la sentenza viene riformata in appello?
RLa Cassazione ha affermato che il soggetto tenuto alla restituzione è il difensore distrattario (sent. n. 8215/2013). In pratica, chi ha pagato in base alla sentenza poi riformata chiede la restituzione all'avvocato che ha incassato.
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In sintesi
Le spese distratte si pagano direttamente all’avvocato della parte vittoriosa. Il soccombente non può compensarle con crediti verso il cliente. Se la sentenza è riformata, per la Cassazione le spese vanno restituite dall’avvocato che le ha incassate.
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Fonti ufficiali
Contenuto informativo aggiornato il 1 marzo 2027. Non costituisce parere legale.