In 30 secondi

  • Se il conto è bloccato, anche su Poste Italiane, controlla chi ha agito, con quale titolo e quando ti è stato notificato l'atto.
  • Alcune somme, come stipendi e pensioni, hanno limiti di pignorabilità: se il blocco è illegittimo o eccessivo si può chiedere al giudice di limitarlo o annullarlo.
  • I tempi contano: più si aspetta, più è difficile recuperare la disponibilità del conto. Nessun esito è garantito.

Aggiornato il 18 ottobre 2026.

Cosa fare in 48 ore

  1. Verifica l'atto: chi ha agito, con quale titolo e quando ti è stato notificato.
  2. Scarica gli estratti conto e distingui gli accrediti di stipendio o pensione dagli altri movimenti.
  3. Controlla la quota impignorabile: verifica se l'importo bloccato supera i limiti di legge. La guida sul pignoramento del conto, dello stipendio e della pensione spiega i limiti.
  4. Invia una diffida scritta (PEC o raccomandata) chiedendo il motivo del blocco, l'importo vincolato e lo sblocco delle quote impignorabili.
  5. Porta l'atto a un avvocato entro pochi giorni, con estratti conto e cedolini o certificato di pensione.

Ti hanno bloccato il conto corrente, anche su Poste Italiane, e non sai se è legittimo? Il pignoramento di un conto segue regole precise, e alcune somme hanno tutele particolari.

Cosa verificare subito

Controlla chi ha agito, con quale titolo e quando ti è stato notificato l'atto. Verifica se il blocco riguarda somme che la legge tutela, come stipendi e pensioni: per queste esistono limiti di pignorabilità. Se il blocco è illegittimo o eccessivo, si può chiedere al giudice di limitarlo o di annullarlo.

Cosa si può fare

A seconda del caso si può proporre opposizione, chiedere la sospensione dell'esecuzione oppure verificare se il credito è prescritto o già pagato. I tempi contano: più si aspetta, più è difficile recuperare la disponibilità del conto.

Il tuo conto è bloccato?

L'avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli, oltre 25 anni di esperienza, esamina il tuo caso e ti dice con chiarezza cosa conviene fare. Ti riceviamo a Napoli, Roma e Bari su appuntamento, oppure in videochiamata in tutta Italia.

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Il nostro studio

Lo studio ha ottenuto lo sblocco di conti correnti illegittimamente bloccati, con condanna al pagamento delle spese legali. Ogni caso è diverso: nella consulenza valutiamo i documenti e ti diciamo se e come conviene agire.

Per approfondire leggi anche: Pignoramento del conto, dello stipendio e della pensione: limiti e difese.

Domande frequenti

Il pignoramento blocca tutto il conto, anche quello delle Poste?

Vincola le somme presenti, ma una parte di stipendio e pensione è protetta dall'art. 545 c.p.c. e deve restare disponibile. Se Poste o la banca bloccano l'intero conto oltre i limiti di legge, puoi chiedere lo sblocco con una diffida e, se serve, con un ricorso d'urgenza. Nessun risultato è garantito.

Quanto del conto è protetto?

Le somme già presenti sul conto prima del pignoramento sono protette fino al triplo dell'assegno sociale. Sugli accrediti successivi di pensione o stipendio il pignoramento riguarda in genere un quinto. Gli importi vanno verificati nella formulazione vigente al momento del pignoramento.

Cosa devo preparare per chiedere lo sblocco?

L'atto di pignoramento, gli estratti conto con gli accrediti di pensione o stipendio, i cedolini o il certificato di pensione, e la ricevuta della PEC o della raccomandata con cui hai chiesto il motivo del blocco.

Il blocco può essere contestato anche se il debito esiste?

Se il blocco è illegittimo o eccessivo si può chiedere al giudice di limitarlo o di annullarlo. A seconda del caso si può anche proporre opposizione, chiedere la sospensione dell'esecuzione o verificare se il credito è prescritto o già pagato.

Entro quando devo agire?

I termini sono brevi e dipendono dal tipo di opposizione: porta l'atto subito a un avvocato.

Fonti: Codice di procedura civile, artt. 545 e 700 – Normattiva. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.



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Preventivo Scritto Trasparente (Legge n. 124/2017 e Art. 35 CDF): Prima del conferimento dell’incarico Le viene fornito un preventivo scritto di massima distinto in: 1. Spese vive ed esenti (Contributo Unificato, marche); 2. Spese generali forfettarie (15%); 3. Compenso professionale forense (+ CPA 4% e IVA 22%).