- Prima controlla se la piattaforma è autorizzata negli elenchi ufficiali: se non c’è, fermati.
- Raccogli le prove, smetti di versare soldi e segnala alla Consob e alla Polizia postale.
- Non pagare nessuno per «recuperare» i soldi: spesso è la seconda truffa.
Come capire se è una truffa
La Consob indica cinque precauzioni. Sono le prime cose da controllare, anche dopo aver versato dei soldi.
- Verifica che l’intermediario sia autorizzato. Le iniziative non autorizzate sono abusive e, nella grande maggioranza dei casi, nascondono truffe.
- Controlla gli elenchi ufficiali di Consob, Banca d’Italia ed Esma. Se la società non compare, fermati.
- Fai particolare attenzione alle società autorizzate dall’estero.
- Diffida delle offerte senza prospetto informativo o white paper.
- Controlla nomi e numeri di autorizzazione: esistono siti clone che copiano quelli veri. Il numero deve essere identico a quello degli elenchi ufficiali.
Cosa fare subito
- Smetti di versare soldi, anche se ti chiedono una «commissione per sbloccare» i fondi.
- Salva schermate del sito, email, chat, contratti, estratti conto e ricevute dei bonifici.
- Chiedi alla tua banca o al gestore di pagamento se può bloccare o richiamare l’operazione. Conta il tempo.
- Segnala il sito alla Consob con l’esposto sul suo sito e alla Polizia postale con la segnalazione online.
A chi rivolgersi
- Consob: riceve gli esposti. Può ordinare ai fornitori di internet di bloccare l’accesso dall’Italia ai siti abusivi. Nel comunicato del 15 ottobre 2026 ha oscurato altri 10 siti.
- Polizia postale: per la denuncia della truffa e la raccolta delle prove digitali.
- Banca o gestore di pagamento: per il blocco o il richiamo dei bonifici e per contestare le operazioni non autorizzate.
- Avvocato: per valutare la denuncia, le richieste alla banca e le azioni civili.
E l’ACF?
L’Arbitro per le Controversie Finanziarie decide le liti con intermediari come banche, SIM e società di gestione. Se invece il sito è abusivo, di solito non è la strada giusta. Nella guida su ACF trovi chi può ricorrere e a quali condizioni.
Attenzione ai finti recuperatori
Dopo la truffa possono contattarti persone che dicono di poter riavere i soldi, spesso usando il logo di enti ufficiali. Non versare nulla per questo. Controlla sempre l’indirizzo del sito e chiedi aiuto a un legale.
Domande frequenti
Come verifico se una piattaforma di trading è autorizzata?
Cerca il nome e il numero di autorizzazione negli elenchi di Consob e Banca d’Italia. Per le imprese UE, anche nel registro del Paese d’origine e in quello dell’Esma.
Posso riavere i soldi?
Dipende da come sono partiti i soldi e da quanto tempo è passato. Nessuno può garantire un esito. Agire in fretta aiuta.
La Consob mi restituisce i soldi?
No. L’esposto serve a segnalare il sito e a far intervenire la Consob, per esempio con l’oscuramento. Per i soldi vanno valutate banca, denuncia e azione civile.
Lo studio riceve a Napoli (P.zza Giovanni Bovio 22 e Via Monte di Dio 14), a Roma e a Bari, su appuntamento, e a distanza. Se parli inglese, in videochiamata Google Meet da computer attiviamo la traduzione automatica italiano-inglese.
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Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso. Fonti ufficiali lette: sito Consob (pagine «Occhio alle truffe», «Le cinque precauzioni», «Siti oscurati e avvisi», «Imprese di investimento»). Questo testo è stato preparato con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dall’avvocato.
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La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Blocco o richiamo del bonifico tramite banca o gestore di pagamento.
- Segnalazione alla Consob e denuncia alla Polizia postale.
- Azione civile, se emergono soggetti da chiamare in causa, per esempio chi ha gestito i pagamenti.
Quale conviene di solito e perché
Di solito conviene muoversi su tutte e tre le fronti insieme, partendo dalla banca: il tempo è la variabile più importante. Le segnalazioni non restituiscono i soldi, ma fermano il sito e creano le prove. L’azione civile si valuta dopo, sui documenti.
Cosa fare subito
- Non versare altro denaro.
- Salva ogni prova.
- Chiama la banca e segnala.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Prepara una cronologia: date, importi, mezzi di pagamento e nomi dei contatti.
- Conserva i dati dei conti su cui hai mandato i bonifici: servono alla banca.
- Non rispondere a chi promette il recupero dietro pagamento.
Lo studio offre consulenza anche a distanza, con documenti inviati online. Prima dell’incarico ricevi un preventivo scritto. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.