Una fattura non pagata non è solo un problema di cassa: il tempo gioca a favore del debitore. Questa guida riassume gli strumenti per recuperare un credito aziendale in modo ordinato.

1. Prima di agire: verifica del credito e del debitore

Si raccolgono contratto, ordini, documenti di trasporto, fatture ed eventuali solleciti, e si valuta la solvibilità del debitore con visure e ricerche su immobili e beni registrati. Una diffida scritta interrompe la prescrizione e può portare a un pagamento senza causa.

2. Decreto ingiuntivo (art. 633 c.p.c.)

Per i crediti di somma di denaro provati per iscritto si può chiedere al giudice un decreto ingiuntivo. Se non viene proposta opposizione nei termini, il decreto diventa definitivo ed è titolo per il pignoramento. In casi particolari può essere dichiarato provvisoriamente esecutivo.

3. Sequestro conservativo (art. 671 c.p.c.)

Quando c’è fondato timore di perdere la garanzia del credito, il giudice può autorizzare il sequestro conservativo dei beni del debitore, anche prima della causa. Occorrono l’apparenza del diritto (fumus boni iuris) e il pericolo di dispersione dei beni (periculum in mora). In caso di particolare urgenza può essere concesso senza sentire prima il debitore. Dopo la sentenza favorevole il sequestro si converte in pignoramento.

4. Ricerca dei beni con modalità telematiche (art. 492-bis c.p.c.)

Il creditore munito di titolo esecutivo può chiedere al presidente del tribunale di autorizzare la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare, mediante accesso alle banche dati delle pubbliche amministrazioni, compresa l’anagrafe tributaria e l’archivio dei rapporti finanziari. L’ufficiale giudiziario individua conti correnti, rapporti di lavoro, crediti e beni mobili registrati, e procede al pignoramento.

5. Pignoramento presso terzi

Se il debitore vanta crediti verso clienti o enti, il pignoramento presso terzi permette di bloccarli (artt. 543 e seguenti c.p.c.), con l’obbligo di dichiarazione del terzo.

Casi pratici

Caso 1 – Sequestro conservativo prima che il debitore disperda i beni

Il caso: Un fornitore vanta 95.000 euro verso una società appaltatrice che sta mettendo in vendita i propri immobili e ha bilanci in forte perdita.

La soluzione: Si chiede il sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c., anche inaudita altera parte nei casi di urgenza, provando il fumus del credito con contratto, fatture e documenti di trasporto e il periculum con le cessioni in corso e la situazione patrimoniale. Il sequestro blocca conti e crediti in attesa della causa.

Caso 2 – Titolo esecutivo e ricerca telematica dei beni

Il caso: Un’azienda ottiene un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per 120.000 euro e il debitore minaccia di chiudere e trasferire la sede.

La soluzione: Con l’istanza ex art. 492-bis c.p.c. si individuano i conti e i principali committenti del debitore. Si notificano in parallelo il pignoramento dei conti e il pignoramento presso terzi ex art. 543 c.p.c. sui crediti verso i committenti, così da intercettare i pagamenti alla fonte.

Fonti ufficiali

Come può aiutarti lo Studio

Ogni caso dipende dai documenti e dalle date. Lo Studio esamina con attenzione la tua situazione e, prima del conferimento dell’incarico, ti consegna un preventivo scritto, ai sensi dell’art. 13 della legge n. 247/2012. Per fissare un appuntamento in studio o in videochiamata: richiedi una consulenza.

Leggi anche

Come può seguirti l’avv. Fiorentino

  • Raccogli contratto, ordini, documenti di trasporto e fatture e conserva i solleciti inviati.
  • Invia una diffida scritta con prova di ricezione, senza attendere che il tempo passi.
  • Verifica per tempo la situazione patrimoniale del debitore con visure e ricerche.

L’esito di ogni vicenda dipende dai documenti e dalle circostanze del caso concreto.

Contattaci

Questa guida ha finalità informativa generale e non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.