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Una vendita può essere una donazione mascherata quando il prezzo è molto più basso del valore del bene e le parti vogliono in realtà fare un regalo. La donazione richiede la forma dell’atto pubblico, a pena di nullità. Chi contesta la vendita deve dimostrare la simulazione, e la prova è spesso documentale.
Cos’è la donazione
La donazione è il contratto con cui, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione (c.c. 769, letto su Normattiva il 4.10.2026).
Quando una vendita può nascondere una donazione
- Il prezzo è molto inferiore al valore reale, o non è stato pagato.
- Il venditore è un genitore che vende al figlio, o un parente stretto.
- Il contratto è stato fatto in momenti o condizioni che fanno pensare a un regalo.
Un prezzo basso, da solo, non prova la donazione. Conta l’insieme dei fatti.
Quali strade ci sono
Se le parti hanno voluto una donazione sotto l’apparenza di una vendita, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purché ne sussistano i requisiti di sostanza e di forma (c.c. 1414, letto su Normattiva il 27.10.2026). La donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità (c.c. 782, letto su Normattiva il 27.10.2026). Le strade concrete si scelgono caso per caso, in base a chi agisce e ai termini.
Cosa fare subito
Conservi il rogito, le ricevute di pagamento e la documentazione sul valore del bene al momento della vendita. Non firmi nulla con chi ha venduto senza un parere.
Caso frequente
Un problema che capita spesso: un figlio compra la casa dai genitori a un prezzo molto basso, con assegni mai incassati. Caso frequente descritto in forma generale: nomi, luoghi e dettagli non si riferiscono a persone o pratiche reali.
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Per il quadro completo sulle donazioni: Casa ricevuta in donazione: vendita e mutuo dopo la riforma del 2025. Per la divisione: Divisione ereditaria.
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