In 30 secondi
- La composizione negoziata è un percorso riservato e volontario, previsto dal Codice della crisi (d.lgs. 14/2019). Un professionista indipendente, nominato tramite la Camera di commercio, aiuta l’imprenditore a trattare con i creditori per risanare l’impresa.
- Si chiede online, con un’istanza sulla piattaforma delle Camere di commercio. Serve quando l’impresa è in squilibrio ma il risanamento appare ragionevolmente possibile.
- L’imprenditore continua a gestire l’azienda e può chiedere misure protettive contro le azioni dei creditori.
- Prima si agisce, più possibilità ci sono: con l’insolvenza conclamata il percorso non è più utile.
Aggiornato il 20 ottobre 2026.
Le fatture non si incassano. Le banche ritirano gli affidamenti. I debiti fiscali e verso i fornitori si accumulano. Molte imprese arrivano alla crisi quando è ormai tardi. La composizione negoziata serve a intervenire prima, senza passare subito dal tribunale e senza rendere pubblica la situazione.
Cos’è la composizione negoziata
È una procedura stragiudiziale e riservata. La disciplina il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (artt. 12 e seguenti). Un professionista indipendente, nominato tramite la Camera di commercio, aiuta l’imprenditore e i creditori a cercare una soluzione concordata. Non è un procedimento davanti al giudice. Il professionista non decide: facilita le trattative.
Chi può chiederla e quando
Può chiederla l’imprenditore, commerciale o agricolo. Deve trovarsi in uno squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rende probabile la crisi o l’insolvenza. Il risanamento deve apparire ragionevolmente perseguibile. L’idea è usare il percorso prima che l’impresa sia insolvente in modo irreversibile.
Come si presenta l’istanza
- Test pratico e lista di controllo: sulla piattaforma telematica nazionale trovi un test che aiuta a valutare la difficoltà del risanamento. Trovi anche una lista di controllo con le informazioni da raccogliere.
- Documenti: bilanci degli ultimi esercizi, situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata, elenco dei creditori e dei debiti, posizione fiscale e contributiva, piano finanziario e iniziative che intendi adottare.
- Istanza online: si presenta sulla piattaforma gestita dalle Camere di commercio. Indichi la richiesta di nomina del professionista indipendente e, se serve, di misure protettive.
- Nomina del professionista: una commissione sceglie il professionista, di regola entro pochi giorni lavorativi.
Cosa fa il professionista indipendente
Il professionista è indipendente e riservato. Non sostituisce l’imprenditore. Verifica la situazione, incontra l’imprenditore e i creditori e valuta con loro le possibili soluzioni. Può anche invitare l’imprenditore a non proseguire, se il risanamento appare impossibile.
L’imprenditore resta alla guida dell’impresa. Deve però gestirla senza danneggiare i creditori e informare il professionista degli atti rilevanti.
Le misure protettive
Con l’istanza, o dopo, l’imprenditore può chiedere misure protettive del patrimonio. Per il periodo delle trattative i creditori non possono, in linea generale, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni e sui diritti necessari alla continuità aziendale.
La richiesta va pubblicata nel registro delle imprese. Il tribunale competente la conferma, con un procedimento rapido.
Durata ed esiti possibili
Di regola le trattative durano fino a 180 giorni. La proroga è possibile entro i limiti stabiliti dalla legge. Possono concludersi con:
- un contratto con uno o più creditori che consente di proseguire l’attività (per esempio dilazioni, riduzioni, nuova finanza);
- una convenzione di moratoria con i creditori;
- un accordo di ristrutturazione dei debiti o un piano attestato di risanamento;
- il passaggio a un’altra procedura di regolazione della crisi, se la soluzione concordata non è praticabile.
Quando conviene e quando no
Conviene quando l’azienda ha ancora un’attività che funziona e prospettive di margine. Il problema deve essere la struttura dei debiti o dei costi.
Ha poco senso se mancano le basi per la continuità. Ha poco senso anche se i debiti sono troppo grandi rispetto ai flussi, o se i creditori principali hanno già avviato azioni che non si fermano. In ogni caso il momento conta: quanto prima ti muovi, tanto più l’impresa ha risorse e credibilità per trattare.
Errori da evitare
- Aspettare l’ultima cartella o il primo pignoramento per muoversi.
- Pagare alcuni creditori e non altri senza una logica, rischiando contestazioni.
- Non aggiornare i dati finanziari e la tesoreria.
- Trattare con le banche senza un piano e senza assistenza.
Domande frequenti
Cos’è la composizione negoziata della crisi?
È un percorso volontario e riservato in cui un professionista indipendente aiuta l’imprenditore a trattare con i creditori per risanare l’impresa, prima che l’insolvenza diventi irreversibile.
La composizione negoziata è pubblica?
No, di regola è riservata. L’eventuale richiesta di misure protettive, però, viene pubblicata nel registro delle imprese.
Posso continuare a gestire l’azienda durante la composizione negoziata?
Sì, l’imprenditore conserva la gestione, ma deve evitare atti che pregiudicano i creditori e informare il professionista indipendente.
Quanto dura la composizione negoziata?
Di regola le trattative durano fino a 180 giorni, con possibilità di proroga entro i limiti previsti.
Cosa succede ai pignoramenti durante le trattative?
Con le misure protettive i creditori non possono, in linea generale, avviare o proseguire azioni sui beni necessari alla continuità dell’impresa.
La tua impresa è in difficoltà con banche, fornitori o fisco? Lo studio dell’avv. Renato Giuseppe Fiorentino assiste imprenditori e società nell’analisi della situazione e nella scelta dello strumento più adatto, con documenti inviati online, preventivo scritto prima dell’incarico. Sedi di Napoli, Roma e Bari su appuntamento.
Prenota come impresa Scrivici su WhatsApp Chiamaci 347 5264190
Leggi anche: Farmacia in crisi: concordato, liquidazione e crediti dei fornitori
Guide collegate
- Insinuazione tardiva al passivo nella liquidazione giudiziale
- Avvocato per imprese nei rapporti con le banche
Avvocato per aziende → · Crisi d’impresa e procedure concorsuali →
Fonti: d.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza), artt. 12 e seguenti, come modificato. Le norme sono state modificate più volte: verifica il testo vigente. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.
Leggi anche
- Responsabilità degli amministratori di s.r.l. e s.p.a.: quando rispondono con il proprio patrimonio
- TFR non versato al Fondo di tesoreria: il lavoratore può chiedere l’ammissione al passivo dell’azienda in crisi (SU 26356/2026)
- Previdenza complementare non versata dall’azienda in crisi: quali crediti hanno il privilegio (SU 26355/2026)
Hai una questione simile?
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto. Puoi rivolgerti allo Studio da tutta Italia, anche a distanza.