In 30 secondi
- Stipendio e pensione si pignorano solo in parte: di regola fino a un quinto per i crediti comuni. Una quota resta intangibile (art. 545 c.p.c.).
- Sul conto contano il momento dell’accredito e la natura delle somme. Quelle già presenti prima del pignoramento sono protette fino al triplo dell’assegno sociale. Gli accrediti successivi seguono i limiti ordinari.
- Se la banca o Poste bloccano anche la parte impignorabile, puoi chiedere lo sblocco con una diffida. Se serve, puoi fare un ricorso d’urgenza (art. 700 c.p.c.). Nessun esito è garantito.
Aggiornato il 28 ottobre 2026. I limiti dell’art. 545 c.p.c. e gli importi di riferimento vanno sempre verificati nella formulazione vigente.
Dopo il titolo esecutivo e il precetto, il creditore può pignorare il conto corrente, lo stipendio o la pensione. La legge fissa però limiti precisi. Non sempre banche e Poste li rispettano: capita che il conto venga bloccato per intero. Qui trovi cosa si può pignorare, cosa resta intangibile e come difenderti.
Hai ricevuto un pignoramento? Lo studio si occupa di difesa da pignoramenti e di recupero crediti: puoi inviarci atto di pignoramento, estratti conto e cedolini per un esame della tua situazione.
Che cosa succede al conto corrente?
Il pignoramento presso la banca (o presso Poste Italiane) vincola le somme presenti sul conto. Il terzo pignorato deve bloccare le somme fino all’importo del credito aumentato della metà, nel rispetto dei limiti di legge. Se sul conto arrivano stipendio o pensione, si applicano i limiti dell’art. 545 c.p.c.:
- le somme accreditate prima del pignoramento sono impignorabili per un importo pari al triplo dell’assegno sociale; l’eccedenza segue i limiti ordinari. Per il 2026 l’assegno sociale è indicato in 546,24 euro mensili (circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025), per cui il triplo è pari a 1.638,72 euro. Verifica l’importo al momento del pignoramento;
- gli accrediti successivi al pignoramento seguono le quote massime previste per stipendio e pensione (di regola un quinto per i crediti comuni).
Il resto deve rimanere subito disponibile per il titolare del conto. Se sul conto ci sono somme di natura diversa (per esempio risparmi), questi limiti non si applicano allo stesso modo. Conviene ricostruire la provenienza dei fondi con gli estratti conto. Conviene anche tenere separati stipendio o pensione dagli altri versamenti. Se il conto è cointestato o all’estero, la situazione cambia: vedi la guida su conto cointestato e conto estero.
Quanto si può pignorare dello stipendio?
Di regola fino a un quinto per i crediti comuni. In caso di più pignoramenti la trattenuta complessiva non può superare la metà. Possono valere limiti diversi per gli alimenti, per i quali il giudice può autorizzare trattenute diverse, o per i crediti tributari. Le somme che servono per vivere devono restare al lavoratore.
Quanto si può pignorare della pensione?
Resta impignorabile una parte pari alla misura massima mensile dell’assegno sociale aumentata della metà. Sulla parte eccedente valgono i limiti previsti per i crediti comuni (di regola un quinto). Controlla la norma e gli importi di riferimento nel testo vigente al momento del pignoramento.
E se il creditore è l’Agente della riscossione?
Per i debiti con il Fisco valgono regole speciali (art. 72-ter d.P.R. 602/1973). La trattenuta sullo stipendio è di un decimo fino a 2.500 euro, di un settimo tra 2.500 e 5.000 euro e di un quinto oltre. Quando il pignoramento colpisce un conto su cui vengono accreditati stipendio o pensione, secondo la disciplina speciale l’ultimo emolumento accreditato resta disponibile per il debitore. Anche questo va verificato sul caso concreto.
Poste o banca hanno bloccato tutto il conto o il libretto: cosa fare
Dopo un pignoramento presso terzi può accadere che l’istituto blocchi l’intero conto o libretto, invece di vincolare solo la parte pignorabile. Può bloccare anche la quota di pensione o stipendio che la legge protegge, a volte per mesi. Il pignoramento eseguito oltre i limiti è parzialmente inefficace. Il giudice può rilevare il vizio anche d’ufficio (art. 545, ultimo comma, c.p.c.).
In giurisprudenza si è affermato più volte che bloccare l’intera operatività del conto oltre i limiti di legge non ha fondamento normativo. Banche e Poste devono comportarsi secondo correttezza e buona fede. Restare senza le somme necessarie per vivere può essere un danno grave e immediato, tale da giustificare il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.. Ogni caso va però valutato sui suoi documenti: nessun risultato è garantito.
Spesso la questione si definisce quando le somme vengono sbloccate mentre il giudizio è in corso. In quel caso il giudice decide sulle spese con il criterio della soccombenza virtuale, cioè valutando chi avrebbe avuto ragione. Passi pratici:
- Controlla le somme: verifica se l’importo bloccato supera i limiti di legge.
- Chiedi per iscritto, con PEC o raccomandata, il motivo del blocco e l’importo vincolato.
- Raccogli i documenti: atto di pignoramento ed estratti conto, distinguendo gli accrediti di pensione o stipendio dagli altri movimenti, con cedolini e certificato di pensione.
- Invia una diffida per lo sblocco delle quote impignorabili.
- Valuta il tribunale: se l’istituto non risponde, con un avvocato puoi valutare il ricorso d’urgenza o gli strumenti previsti nel processo esecutivo.
Come ti difendi dal pignoramento?
- Leggi l’atto e segna le date.
- Verifica la natura delle somme sul conto (stipendio, pensione, altro) e la data degli accrediti rispetto a quella del pignoramento.
- Controlla titolo esecutivo, precetto e notifiche.
- Con un avvocato valuti l’opposizione e la richiesta di sospensione, facendo valere i limiti anche all’udienza davanti al giudice dell’esecuzione. I termini per le opposizioni agli atti esecutivi sono brevi (di regola 20 giorni, art. 617 c.p.c., da verificare sul caso concreto).
Se invece sei il creditore e il terzo pignorato, dopo l’assegnazione, non paga, leggi cosa fare con l’ordinanza di assegnazione.
La strada che di solito conviene
Le strade possibili
- Debitore: verifica dei limiti, diffida alla banca o a Poste, eventuale opposizione e richiesta di sospensione.
- Debitore con conto bloccato oltre i limiti: ricorso d’urgenza al tribunale (art. 700 c.p.c.).
- Creditore: scelta del bene da pignorare (stipendio, pensione, conto).
Quale conviene di solito e perché
Se sei il debitore, di solito conviene muoverti presto. Prima controlla le somme e invia una richiesta scritta con diffida. Poi, se l’istituto non risponde, valuta il ricorso d’urgenza. Valuta anche un piano di rientro con il creditore. Se sei il creditore, lo stipendio dà somme piccole ma più sicure. Il conto può dare di più ma è incerto. Dipende sempre dal caso concreto.
Cosa fare subito
- Porta l’atto di pignoramento a un avvocato entro pochi giorni.
- Scarica gli estratti conto e distingui gli accrediti di stipendio o pensione.
- Chiedi per iscritto all’istituto il motivo del blocco e l’importo vincolato.
Ogni situazione va valutata sui documenti del caso concreto: questa indicazione non è una promessa di esito.
Leggi anche: Conto corrente pignorato o bloccato: come chiedere lo sblocco.
Come può seguirti l’avv. Fiorentino
- Non spostare i soldi di nascosto: può peggiorare la tua posizione.
- Conserva cedolini, certificato di pensione ed estratti conto: servono a provare la natura delle somme.
- Conserva la ricevuta della PEC o della raccomandata con cui chiedi il motivo del blocco.
Lo studio assiste sia chi deve difendersi da un pignoramento sia chi vuole eseguirlo, anche a distanza con documenti inviati online. Prima dell’incarico ricevi un preventivo scritto. Le sedi sono a Napoli, Roma e Bari, su appuntamento.
Documenti utili per il primo colloquio
Per valutare la tua situazione senza perdere tempo, porta o invia online, se li hai:
- l’atto di pignoramento ricevuto, con la relata di notifica;
- gli estratti conto, con gli accrediti di stipendio o pensione ben distinti dagli altri movimenti;
- i cedolini dello stipendio o il certificato di pensione;
- la PEC, la raccomandata o le altre comunicazioni scambiate con la banca o con Poste;
- il titolo esecutivo e il precetto, se li hai ricevuti.
Se manca qualcosa, il colloquio si fa lo stesso: lo studio ti dice come recuperarlo.
Domande frequenti
Il pignoramento blocca tutto il conto?
Vincola le somme presenti, ma una parte di stipendio e pensione è protetta dall’art. 545 c.p.c. e deve restare disponibile.
Quanto del conto può essere bloccato dal pignoramento?
Le somme già presenti sul conto prima del pignoramento sono protette fino al triplo dell’assegno sociale. Sugli accrediti successivi di pensione o stipendio il pignoramento riguarda in genere un quinto.
Poste o banca possono bloccare tutto il conto?
Bloccare l’intera operatività oltre i limiti di legge non ha un fondamento normativo. Gli istituti devono agire secondo buona fede e correttezza. Se succede puoi chiedere lo sblocco con una diffida e, se serve, con un ricorso d’urgenza. Nessun risultato è garantito.
E se il creditore è l’Agente della riscossione?
Valgono regole speciali (art. 72-ter d.P.R. 602/1973). La trattenuta sullo stipendio è di un decimo fino a 2.500 euro, di un settimo tra 2.500 e 5.000 euro e di un quinto oltre.
Posso pignorare il conto di un cointestatario?
Dipende dalla quota e dalla prova della provenienza dei fondi. Trovi i dettagli nella guida su conto cointestato e conto estero.
Entro quando devo agire?
I termini sono brevi e dipendono dal tipo di opposizione: porta l’atto subito a un avvocato.
Fonti: Codice di procedura civile, artt. 545, 617 e 700 – Normattiva; art. 72-ter d.P.R. 602/1973. Autore: avv. Renato Giuseppe Fiorentino, Foro di Napoli. Testo informativo, non sostituisce un parere sul tuo caso.
Guide collegate
- Conto cointestato o conto all’estero: si può pignorare e cosa rischia l’altro titolare
- Ordinanza di assegnazione: cosa fare se il terzo non paga
- Pignoramento presso terzi e obbligo del terzo
- Ricerca telematica dei beni da pignorare (art. 492-bis c.p.c.)
- Causa vinta ma la controparte non paga: cosa fare
Pagina principale della materia: Recupero crediti a Napoli per privati e imprese →
Leggi anche
- Atto di precetto: che cos’è, come funziona e cosa fare se lo ricevi
- Piano di rientro del debito: come rendere sicuro un accordo a rate
- Ingiunzione europea di pagamento: recuperare un credito da un cliente di un altro Paese UE
- La banca ti ha prelevato soldi dal conto per un altro debito: compensazione e pegno, quando è lecito
Leggi anche: Recupero crediti internazionale per creditori stranieri (in inglese)