Hai mai provato a chiedere alla banca i vecchi estratti conto di un familiare defunto, solo per sentirti rispondere con scuse burocratiche o lunghi silenzi? Non sei il solo. Molti cittadini si scontrano quotidianamente con il rifiuto degli istituti di credito.
Tuttavia, la legge è chiara: esiste un obbligo della banca di consegnare la documentazione bancaria a chi ne ha diritto. In questo articolo, analizzeremo un recente caso del nostro studio, con esito favorevole, per capire come funziona l’articolo 119 del Testo Unico Bancario e fino a quando è possibile recuperare i documenti.
Il caso: un esito favorevole in Tribunale per la trasparenza
Recentemente, lo Studio Legale Fiorentino ha assistito un cliente in una causa contro un istituto di credito dinanzi al Tribunale di Avellino (con una sentenza del 2023).
Il nostro assistito aveva richiesto la consegna della documentazione bancaria relativa ai conti di un familiare defunto (conto corrente e deposito titoli). La banca, inizialmente, non aveva fornito quanto richiesto, costringendoci a richiedere e ottenere un decreto ingiuntivo dal Tribunale.
La banca si è opposta, sostenendo, tra le altre cose, che non vi fosse la prova certa della qualità di erede del nostro cliente.
Chi ha diritto ai documenti? Anche il “chiamato all’eredità”
Un punto fondamentale chiarito dal Giudice in questa sentenza riguarda chi può chiedere i documenti. Spesso le banche fanno ostruzionismo chiedendo documenti complessi per provare l’eredità.
Il Tribunale di Avellino ha ribadito un principio consolidato: l’articolo 119 del Testo Unico Bancario tutela non solo l’erede già confermato, ma anche il semplice “chiamato all’eredità”. Per ottenere i documenti, è sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Non serve aver già accettato l’eredità formalmente per vedere “i conti in tasca” alla banca e capire la situazione patrimoniale del defunto.
Il risultato: la banca consegna i documenti
Grazie all’azione legale intrapresa come avvocato contro banche, l’istituto di credito — messo alle strette — ha consegnato durante il giudizio tutta la documentazione disponibile relativa agli ultimi 10 anni.
Avendo la banca adempiuto al suo dovere consegnando gli estratti conto tramite PEC, il Tribunale ha dichiarato la “cessata materia del contendere” per la parte di documenti consegnati. In parole semplici: il cliente ha ottenuto ciò che voleva, ovvero la visione dei movimenti bancari.
Il limite dei 10 anni: cosa dice la legge
È importante però conoscere un limite fondamentale sancito dal diritto del correntista alla consegna della documentazione bancaria. La banca è obbligata a conservare e fornire solo i documenti degli ultimi 10 anni.
Nel caso trattato, il cliente chiedeva anche documenti molto vecchi (risalenti al 2007-2009). Il Giudice ha stabilito che la banca non è tenuta a consegnare documentazione “ante decennio” (più vecchia di 10 anni), poiché per legge può mandarla al macero.
Quindi, se hai bisogno di ricostruire dei movimenti bancari, è fondamentale agire in fretta per non superare questo limite temporale.
Perché rivolgersi a un avvocato in diritto bancario
Spesso, una semplice raccomandata non basta. Le banche tendono a ignorare le richieste dei privati o a fornire risposte parziali. L’intervento di un professionista serve a far valere l’articolo 119 del Testo Unico Bancario in modo efficace.
In sintesi, ecco cosa devi sapere:
- Hai diritto a vederci chiaro: Se sei erede o chiamato all’eredità, la banca deve darti i documenti.
- Non aspettare troppo: Puoi recuperare solo gli ultimi 10 anni di storia bancaria.
- La prova è semplice: Basta un’autocertificazione (atto notorio) per dimostrare che sei legittimato a chiedere gli atti.
Se la tua banca ti nega la consegna degli estratti conto o se hai bisogno di analizzare rapporti bancari per questioni ereditarie o di usura, non esitare a contattarmi.