Riscossione e Cartelle Esattoriali: Ecco perché l’Agenzia delle Entrate ha più tempo (l’effetto delle proroghe Covid)

Hai ricevuto una cartella che sembra prescritta? Attenzione: le norme Covid hanno allungato i tempi di notifica. L’analisi del nostro Studio

Introduzione: Il “passato” che ritorna

In questi giorni, molti contribuenti stanno ricevendo atti e cartelle di pagamento che, a prima vista, potrebbero sembrare “vecchi” o addirittura fuori tempo massimo. Tuttavia, bisogna fare molta attenzione prima di cestinare tutto o cantare vittoria.

Le norme emergenziali introdotte durante la pandemia da Covid-19 (in particolare tra il 2020 e il 2021) hanno creato una “lunga coda” che sta mostrando i suoi effetti proprio ora. In parole povere: l’orologio della prescrizione è rimasto fermo per un lungo periodo, regalando all’Agenzia delle Entrate-Riscossione molto più tempo per bussare alla nostra porta.

Il “Tempo Congelato”: Come funziona la sospensione

Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo immaginare che per il Fisco il tempo si sia fermato per un periodo specifico.

L’articolo 68 del Decreto Legge n. 18/2020 ha stabilito una regola fondamentale: tutti i versamenti che scadevano tra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto 2021 sono stati sospesi.

Ma attenzione, questa sospensione non riguarda solo il nostro dovere di pagare, ma anche il termine che ha l’Agente della Riscossione per chiederci i soldi. La legge dice che i termini di decadenza e prescrizione (ovvero le scadenze entro cui il Fisco deve agire pena la perdita del diritto) sono prorogati automaticamente per un periodo pari alla durata della sospensione.

I Nuovi Termini: Quanto tempo ha l’Agenzia?

Ecco, in modo schematico e chiaro, come si calcolano i nuovi termini:

  • Il calcolo dei 542 giorni: Poiché la sospensione dei pagamenti è durata dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021, l’Agenzia delle Entrate “guadagna” esattamente 542 giorni in più per notificare le cartelle relative a quel periodo.
  • Per i carichi affidati nel 2020: Se l’Agenzia ha preso in carico un debito nel 2020, la prescrizione (solitamente quinquennale, cioè di 5 anni) non scade nel 2025, ma slitta in avanti di quasi due anni.
  • Per le dichiarazioni dei redditi:
    • Per le dichiarazioni presentate nel 2018, i termini per la notifica, che normalmente sarebbero scaduti prima, sono stati prorogati (per effetto di una norma specifica che aggiunge 24 mesi).
    • Per quelle presentate nel 2019 e 2020, si applicano slittamenti simili.

In sintesi: Una cartella che oggi (fine 2025) sembra arrivata in ritardo, potrebbe essere perfettamente valida proprio perché l’Agenzia sta utilizzando quel “bonus” di tempo accumulato durante il Covid.

Un ulteriore vantaggio per l’Ufficio: i 120 giorni del Contraddittorio

Oltre alle proroghe Covid, c’è un’altra regola tecnica da conoscere (citata nell’articolo come “L’ufficio guadagna 120 giorni”).

Quando l’Agenzia delle Entrate invia uno schema di atto e il contribuente chiede di avviare un dialogo (chiamato contraddittorio) o presenta istanza di adesione, i termini di decadenza per l’emissione dell’atto finale non scadono subito. La legge concede all’Ufficio ulteriori 120 giorni per gestire la pratica senza rischiare di arrivare “lungo”. Questo serve a garantire che il dialogo tra cittadino e Fisco possa avvenire senza la fretta della scadenza imminente.

Perché è fondamentale l’analisi di un avvocato

Il calcolo di questi termini è diventato un labirinto matematico. Tra sospensioni Covid (542 giorni), proroghe biennali per alcune annualità e sospensioni per contraddittorio, capire da soli se una cartella è prescritta o meno è quasi impossibile.

Il rischio è doppio:

  1. Pagare una somma non dovuta perché in realtà prescritta (se non si calcolano bene le date).
  2. Fare ricorso pensando di avere ragione, per poi scoprire che l’Agenzia era ancora nei termini grazie a queste proroghe speciali.

Hai ricevuto un atto o una cartella?

Non limitarti a guardare la data di oggi. Ogni atto richiede un’analisi approfondita della sua “storia” e dei periodi di sospensione applicabili al tuo caso specifico.

Il nostro Studio si occupa della ricostruzione di queste tempistiche complesse.

Se hai dubbi sulla validità di una richiesta di pagamento, contattaci per una valutazione preliminare.

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