Hai ricevuto un avviso di pagamento IMU intero su un immobile storico? Scopri quando spetta l’IMU al 50% e come presentare ricorso avverso l’accertamento IMU del Comune per correggere l’errore.
Un errore frequente nei calcoli del Comune
Molti proprietari di case antiche o di pregio ricevono spesso una spiacevole sorpresa: un avviso di accertamento da parte del Comune (o della società incaricata della riscossione) che richiede il pagamento dell’IMU a prezzo pieno.
Tuttavia, c’è una regola fondamentale che spesso gli uffici tributari dimenticano o ignorano: per gli immobili vincolati, ovvero quei fabbricati dichiarati di interesse storico o artistico, la legge prevede un importante beneficio. In questi casi, infatti, l’IMU deve essere applicata in misura ridotta, dimezzando la base imponibile.
Se il Comune ti chiede di pagare l’intero importo, sta commettendo un errore. In questo articolo ti spiego, attraverso un caso reale affrontato dal nostro studio, come funziona l’applicazione IMU con beneficio della riduzione del 50% per gli immobili storici e cosa devi fare per difenderti.
Il caso reale: l’errore su Palazzo Serra di Cassano
Recentemente, il nostro studio ha predisposto un ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria proprio per risolvere una questione di questo tipo. Il caso riguardava un accertamento per l’anno 2020 emesso dalla società Napoli Obiettivo Valore S.r.l. (concessionaria del Comune di Napoli).
La società di riscossione chiedeva il pagamento di una differenza d’imposta su alcune unità immobiliari situate nel prestigioso “Palazzo Serra di Cassano” a Napoli. L’errore dell’ente era evidente fin dalla lettura dei loro calcoli:
- Nel prospetto inviato al contribuente, alla colonna “Storico”, l’ente aveva indicato “NO”.
- Di conseguenza, avevano calcolato l’IMU al 100%, ignorando completamente che quell’edificio è sottoposto a un vincolo di interesse storico-artistico sin dal 1986.
Il contribuente, invece, aveva pagato correttamente la tassa applicando la riduzione del 50%, come previsto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019), che stabilisce chiaramente che la base imponibile è ridotta della metà per i fabbricati di interesse storico o artistico.
Perché spetta la riduzione dell’IMU?
La legge riconosce che possedere un immobile storico comporta oneri e costi di manutenzione molto più alti rispetto a una casa normale. Per questo motivo, lo Stato concede l’IMU al 50%.
Per avere diritto a questa riduzione, però, non basta che la casa sia “vecchia”. È necessario che sull’immobile sia stato apposto un vincolo specifico da parte del Ministero (o della Soprintendenza) e che tale vincolo sia stato trascritto nei registri immobiliari.
Nel ricorso che abbiamo presentato, abbiamo dimostrato che:
- L’immobile è di proprietà del ricorrente.
- L’immobile è parte di un edificio vincolato come bene di interesse particolarmente importante.
- Il vincolo era stato regolarmente trascritto presso la conservatoria dei registri immobiliari ed era citato persino nell’atto di compravendita.
Dunque, la richiesta del Comune di pagare l’IMU intera era illegittima e frutto di una scarsa attenzione (negligenza) nell’esaminare i documenti.
Come ottenere la correzione dell’errore: il ricorso
Se anche tu ti trovi in questa situazione, purtroppo non basta una semplice telefonata per risolvere il problema, specialmente se hai già ricevuto un avviso di accertamento esecutivo. Per ottenere la correzione dell’errore e l’annullamento della pretesa ingiusta, è necessario presentare un ricorso avverso l’accertamento IMU del Comune davanti alla Corte di Giustizia Tributaria.
Nel ricorso, il cittadino dovrà dedurre e provare due elementi fondamentali:
- La proprietà dell’immobile: dimostrare di essere il legittimo proprietario.
- L’esistenza del vincolo: produrre la documentazione che attesta che l’edificio è sottoposto al vincolo (storico o paesaggistico, ove rilevante ai fini della riduzione specifica) e che tale vincolo è stato trascritto presso la conservatoria dei registri immobiliari.
Solo fornendo queste prove si può dimostrare al giudice che, ai sensi della normativa vigente, l’IMU non deve essere pagata in misura integrale, ma che l’immobile beneficia della riduzione del 50%.
Conclusioni: non pagare se non è dovuto
Gli errori da parte dei Comuni e delle società di riscossione sono più comuni di quanto si pensi. Spesso si basano su banche dati non aggiornate che non riportano la “spunta” sulla casella degli immobili storici.
Se hai ricevuto un avviso di pagamento con il quale il Comune ti ha chiesto erroneamente il pagamento dell’IMU in misura integrale, anziché applicare la riduzione del 50% sull’immobile storico, non esitare a tutelare i tuoi diritti.
Puoi tranquillamente rivolgerti al nostro studio: analizzeremo la tua posizione e ci occuperemo di presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria per chiedere la correzione dell’errore e l’annullamento del pagamento non dovuto.